Ocean Viking domani a Pozzallo, elezioni passate

Alla nave ONG è stato concesso il porto sicuro italiano di Pozzallo, in Sicilia. Lo sbarco è previsto per domattina. La Alan Kurdi attende ad est di Linosa con i 90 naufraghi scampati all'aggressione armata libica di sabato. La Open Arms ha salvato altre 15 persone alla deriva su un gommone

La nave Ocean Viking - Ph: Jan Henry Knutsen

di Mauro Seminara

Domani, 30 ottobre 2019, saranno trascorsi dodici giorni dal soccorso che la nave delle Ong Medici Senza Frontiere ed SOS Mediterranee hanno effettuato al largo della Libia, in acque internazionali. Dodici giorni a macerare, a bordo della nave che li ha salvati, per 104 naufraghi tra cui anche numerosi minori ed altre categorie estremamente vulnerabili. La Ocean Viking attende da domenica 20 ottobre un porto sicuro ufficialmente chiesto ad Italia e Malta dopo che la Libia le aveva indicato il porto di Tripoli per lo sbarco dei naufraghi. Ipotesi non praticabile per le Ong che non praticano il respingimento di migranti in zone di guerra ed in generale in cui non vengono garantiti i diritti umani. Oggi è stato comunicato al comandante della nave umanitaria che il porto sicuro assegnato è quello di Pozzallo, in Sicilia.

La Ocean Viking, dopo aver affrontato burrasche e tempeste nel corso dell’interminabile attesa tra Linosa e Malta, sta adesso navigando lentamente alla volta di Pozzallo. Lo sbarco è però previsto per domattina, anche se la nave avrebbe potuto raggiungere il porto siciliano già questa sera. Si apprende che l’assegnazione del porto sicuro italiano alla Ocean Viking è avvenuta a ricollocamento già concordato con altri Stati membri. Un’operazione che non sorprende nella tempistica. In molti osservavano infatti che le elezioni regionali in Umbria non sarebbero state il momento ideale per aprire i porti alla Ong, se la discontinuità con il governo gialloverde non esiste e l’attuale esecutivo non è affatto diverso dal precedente nell’approccio securitario con il fenomeno migratorio ed in particolare con le organizzazioni non governative.

La campagna elettorale per la guida della Regione Umbria era stata caratterizzata da un tema sottaciuto invece che sbandierato. L’alleanza tra M5S e PD si era proposta alternativa alla politica dell’odio di Matteo Salvini, ma si era al contempo allineata proprio alla politica della chiusura dei porti del leader leghista privato così del tormentone sul “governo che farà invadere l’Italia di migranti”. La triste abitudine ai tweet compulsivi contro Ong e migranti del leghista è stata spiazzata dal silenzio assoluto del nuovo ministro Luciana Lamorgese, ma il risultato non è cambiato. La Ocean Viking si è avvicinata alle due settimane di media salviniana prima di ottenere l’assegnazione del place of safety imposto dal diritto internazionale al Paese sicuro più vicino. In Umbria, alla fine, tra un surrogato privo di identità e coraggio e l’originale, ha vinto la Lega con i suoi alleati di centrodestra ed estrema destra.

Il governo “giallorosso”, che a questa tornata si presentava alleato come a Roma, ha perso le elezioni ed anche i valori che lo avrebbero potuto far distinguere dal becero populismo nazionalsovranista. Adesso, con la Ocean Viking diretta a Pozzallo, rimangono in mare altre due navi Ong ad attendere un porto sicuro. Una è la Alan Kurdi, vittima di una aggressione armata sabato 26 ottobre per mano e mitragliatrice libica. Ma la Alan Kurdi sta in mare con 90 naufraghi a bordo da “appena” quattro giorni, e si presume debbano macerare almeno un’altra settimana prima dello sbarco. L’altra è la Open Arms, che dopo il trasbordo delle 44 persone soccorse in SAR maltese affidate poi al pattugliatore P51 di La Valletta, si è trovata oggi a trarre in salvo altre 15 persone alla deriva.

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