Quaranta migranti salpati dalla Libia raggiungono il porto di Lampedusa

Intercettati dai Carabinieri all’imboccatura del porto e soccorsi dalla Guardia Costiera. Sei donne e due bambine tra i subsahariani giunti sull’isola. Pietro Bartolo sopperisce all’assenza di medico nell’hotspot

Foto d'archivio del centro di primo soccorso di Lampedusa

di Mauro Seminara

Altro sbarco di migranti a Lampedusa, in questo caso dopo un soccorso operato dalla Guardia Costiera in evento SAR (Search and Rescue) a seguito di ingaggio ad opera nuovamente della motovedetta dei Carabinieri. La barca su cui navigavano era giunta già ad appena tre miglia dal porto dell’isola, ma il mare ha reso necessario l’intervento dei guardacoste per il recupero in assoluta sicurezza. Sulla barca in difficoltà si trovavano quaranta persone, tra le quali sei donne e due bambine di circa tre anni o poco più. I migranti, tutti evidentemente provati dalla lunga e pericolosa traversata, sono partiti da quella Libia che si dice essere un problema risolto in termini di flussi migratori clandestini, confermando che forse l’unico vero argine alle partenze erano le avverse condizioni meteo adesso venute meno. I quaranta migranti, di nazionalità mista centroccidentale africana, si aggiungono agli otto migranti tunisini fermati ieri in acque territoriali dai Carabinieri e condotti anch’essi al centro di primo soccorso di Lampedusa, in Contrada Imbriacole.

Il centro di primo soccorso, o anche “hotspot”, attualmente si appoggia al poliambulatorio dell’ASP 6 di Palermo ed al dottor Pietro Bartolo per le visite e le cure mediche, anche quelle ordinarie. L’ente gestore, come si evince anche dalle stesse parole del medico che portò a Lampedusa quell’Orso d’Oro vinto a Berlino quale protagonista del docufilm “Fuocoammare”, pare non riesca a reperire un medico da inserire nella propria pianta organica come previsto dall’affidamento d’appalto. Così, dopo la visita che il noto medico dell’ASP effettua al porto, al momento dello sbarco, anche in struttura di accoglienza le visite sono state condotte direttamente dal dottor Bartolo. Il medico, contattato al riguardo, ha così spiegato il proprio ulteriore sforzo per colmare l’assenza di personale al centro di accoglienza: “Mi hanno chiamato chiedendomi se potevo farlo, ed io…la mia disponibilità è sempre a 360 gradi, non so se faccio bene o faccio male, però, onde evitare il grippare della macchina, vado”.

Sull’isola pelagica si registra un gran viavai, dall’arrivo di un infermiere – ieri sera al centro di accoglienza e primo soccorso – alla partenza prevista per oggi degli otto migranti tunisini fermati in acque territoriali dai Carabinieri. Altri migranti, appartenenti al gruppo giunto sull’isola questa notte dopo l’ingaggio, dovrebbero essere trasferiti già domani. All’infermiere vengono delegate le medicazioni dei migranti su disposizioni mediche, che al momento sono da intendersi del medico responsabile del presidio poliambulatoriale ASP. Uno degli otto tunisini approdati ieri sull’isola italiana, dopo la visita del dottor Bartolo all’interno del centro di Contrada Imbriacole, è stato temporaneamente trasferito in ambulanza al Pronto Soccorso della struttura ASP per una ustione al piede da medicare.

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