Lampedusa, Martello rompe con l’RTI per la gestione dei rifiuti

Tolleranza esaurita da parte del sindaco di Lampedusa e Linosa che ieri ha comunicato alle ditte la chiusura dei rapporti causa inadempienze. Operatori ecologici adesso senza datore di lavoro e stipendi arretrati ma con speranze di miglioramenti futuri. RTI Iseda pare vedersi chiudere un ciclo di appalti che procede dal 2009 grazie ad una lunga sequenza di proroghe senza contratto e prima della firma del nuovo appalto

In copertina: Foto d'archivio

di Mauro Seminara

Il sindaco di Lampedusa e Linosa Totò Martello

L’ombra del doppiopesismo nel rapporto tra l’amministrazione comunale di Totò Martello e le RTI capogruppo Iseda per la gestione rifiuti e ATI capogruppo Sofip per la dissalazione acque sembra spazzata via da una singola nota, a firma del primo cittadino di Lampedusa e Linosa, emessa ieri. “Tutto ciò premesso e considerato l’Amministrazione Comunale dichiara risolto e cessato ogni rapporto con il Raggruppamento Temporaneo D’Impresa ( ISEDA – SEAP – SEA ) con lseda Capogruppo”. Con questa formula, secca e priva di dubbi interpretativi, il sindaco Martello pare chiudere ogni rapporto con le ditte che ininterrottamente dal 2009 gestiscono la raccolta dei rifiuti solidi urbani, il centro di conferimento comunale ed il trasferimento fuori dalle isole degli stessi rifiuti. La nota prende a pretesto di risoluzione le inadempienze citate nella stessa e relative alla raccolta dei rifiuti sulle isole, prima, durante e dopo la lunga astensione degli operatori ecologici isolani. Nello specifico, il documento a firma del sindaco Martello cita anche la nota del 13 novembre 2018 con cui la RTl comunicava la propria “impossibilità ad adempiere in quanto i lavoratori si rifiutavano di effettuare le prestazioni richieste e la stessa non era nelle condizioni di dare esecuzione all’ordinanza non disponendo di personale ulteriore rispetto a quello già presente nell’isola.” L’ordinanza sindacale era quella urgente e contingibile del giorno precedente e con la quale si ordinava alle ditte la rimozione dei cumuli di rifiuti conseguenti all’astensione dei lavoratori che aveva sospeso il servizio a causa dell’ennesimo ritardo – cinque mesi – nel pagamento degli stipendi.

Mezzi di ditte lampedusane rimuovono la montagna di rifiuti davanti il Liceo di Lampedusa durante il Consiglio comunale urgente del 13 novembre 2018

Nel corso del Consiglio comunale urgente, convocato e celebrato martedì 13, il capogruppo di opposizione Filippo Mannino aveva sollevato il sospetto di “due pesi e due misure” nella condotta del sindaco Martello circa l’atteggiamento che questi pareva mantenere nei confronti dell’RTI Iseda rispetto all’intransigenza manifestata riguardo all’ATI Sofip, i cui pagamenti mai liquidati hanno condotto la cassa del Comune a ricevere un decreto ingiuntivo. Adesso il sindaco risolve i rapporti con l’RTI che nel frattempo avrebbe dovuto, come da richiesta della stessa amministrazione, dare avvio ai servizi di raccolta rifiuti nelle more del contratto che il Comune deve firmare con lo stesso Raggruppamento Temporaneo di Imprese che si è aggiudicato l’appalto per le isole Pelagie. Con stessa data, quella di ieri, la stessa amministrazione firmava un’ordinanza sindacale con cui veniva chiesto all’RTI di avviare la raccolta rifiuti. Ordinanza che pretendeva anche un’attività straordinaria che le ditte avrebbero dovuto mettere in atto proprio in conseguenza del disagio che queste, causa il rapporto con i propri dipendenti in astensione per il grave ritardo salariale, avevano prodotto sulle isole. Quindi, Martello firmava ieri un’ordinanza in cui si imponeva alle ditte di mettere in campo mezzi e personale per un servizio che tenesse conto di precedenti ordinanze e note relative a rimozione cumuli di rifiuti, pulizia dei luoghi in cui questi si erano accumulati, disinfestazione e derattizzazione ed alla sottoscrizione provvisoria del contratto. Nel corso della stessa giornata, stessa data della predetta ordinanza, il sindaco ha comunicato all’RTI che dopo aver appurato presunte mendaci affermazioni della stessa con capogruppo Iseda.

La nota del sindaco ieri protocollata e trasmessa all’RTI afferma infatti che: “contrariamente a quanto riferito dall’Iseda (impresa capogruppo della RTI) il servizio non è stato reso ‘facendo ricorso a turni di lavoro straordinari e l’impiego di mezzi supplementari’, così come risulta dalla relazione della Polizia Municipale nonché dalla dichiarazione resa dal sorvegliante della RTI”. Entrambe le prove di inottemperanza raccolte e citate in nota fanno riferimento alla data di ieri e quindi sembrano rispondere all’ordinanza sindacale ed ai servizi che questa chiedeva di avviare. In mezzo alla presa di posizione, netta, del sindaco Martello, ci sono sempre e comunque gli operatori ecologici che adesso vedo da una parte la chiusura dei rapporti con un datore di lavoro per il quale sempre dovuto patire disagi e dall’altra un futuro ricco di incognite. Il sindaco di Lampedusa e Linosa, che questa mattina non è stato possibile contattare telefonicamente, probabilmente impossibilitato nel rispondere a causa dei gravi e numerosi impegni che questa ed altre vicende costituiscono per la sua amministrazione, potrebbe adesso dover scegliere tra due ipotesi di soluzioni future finalizzate ad evitare che le isole si riempiano nuovamente di montagne di rifiuti: l’affidamento temporaneo ad altre ditte o la municipalizzazione per cause emergenziali e contingenti prevista dalla legge. La seconda ipotesi è, tra l’altro, quella auspicata dalla sigla sindacale USB a cui aderiscono gran parte degli stessi operatori ecologici e che porrebbe la certezza di continuità salariale degli stessi direttamente sotto la tutela – ed il risparmio – dell’amministrazione comunale. A tale ipotesi però si oppone un grosso ostacolo che riguarda l’acquisto dei mezzi e delle attrezzature da parte di un Comune che, oltre a limiti e disagi uguali ad altri ottomila comuni italiani costretti al rigido patto di stabilità, deve fare i conti con un decreto ingiuntivo con cui sono stati anche congelati i flussi di cassa comunale.

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