Positivo al Covid-19 ragazzo sbarcato a Lampedusa. Cascio: “Non presentava sintomi allo sbarco”

Risultato positivo al Covid-19 un ragazzo egiziano di 15 anni sbarcato martedì sera a Lampedusa con una barca in cui viaggiavano in 67, dei quali 17 rimasti sull'isola e 50 trasferiti in nave a Porto Empedocle prima ed a Pozzallo dopo. Il sindaco di Pozzallo, provincia di Ragusa, annuncia esposto alla Procura di Agrigento

(Foto di Repertorio)

di Mauro Seminara

Un ragazzo egiziano che pare sia risultato positivo al Covid-19 era arrivato a Lampedusa la sera di martedì 7 aprile a bordo di una barca su cui trovavano posto 67 persone. Tra le persone a bordo della barca c’erano anche 4 donne e tre minori, uno dei quali egiziano di 15 anni di età. Tutti e 67 migranti hanno trascorso la notte all’addiaccio sulla banchina del Molo Favarolo di Lampedusa. Poi, all’arrivo della nave traghetto che collega le Pelagie con il porto siciliano di Porto Empedocle, 50 dei 67 migranti approdati la sera prima sono stati trasferiti. Nel frattempo, sulla banchina dello stesso molo militarizzato, erano giunti i 57 migranti approdati prima dell’alba in località Guitgia. Il ragazzo di 15 anni, di nazionalità egiziana, dopo l’arrivo a Porto Empedocle ha intrapreso l’altro viaggio di trasferimento che lo ha condotto all’hotspot di Pozzallo insieme ai suoi compagni di traversata. Non tutti però, perché 17 dei migranti che erano in barca con lui, e 57 approdati poche ore dopo, sono rimasti a Lampedusa, trasferiti infine nel centro di prima accoglienza di Contrada Imbriacola.

All’arrivo a Lampedusa era presente, insieme al medico di turno, il responsabile del presidio sanitario dell’isola, il dottor Francesco Cascio (in foto): “Martedì sera, quando lo abbiamo visitato, non presentava alcun sintomo. Il giovane egiziano ha infatti manifestato sintomi nel corso del trasferimento in pullman da Porto Empedocle a Pozzallo. Verranno probabilmente predisposti tamponi a tutti i migranti che hanno viaggiato con il ragazzo, 50 dei 67 sbarcati insieme a Lampedusa, ed alle forze dell’ordine che li hanno scortati. Tampone che però non verrà effettuato subito. A Lampedusa però, secondo il dottor Cascio, nessuno presenterebbe al momento sintomi di Covid-19. Situazione tranquilla sull’isola dal punto di vista sanitario ma non sul piano dell’ordine pubblico. Erano circa 150 alla fine le persone che si erano assembrate in piazza per protestare e chiedendo un incontro con il sindaco Martello, molte delle quali senza mascherine o altri dispositivi di protezione individuale ed a distanze estremamente ridotte le une con le altre. La protesta contro gli arrivi incontrollati di migranti – gli sbarchi autonomi – e la presenza per le vie del centro di due o tre migranti che erano riusciti ad eludere temporaneamente la sorveglianza del centro di accoglienza aveva fatto esplodere la protesta con una manifestazione che paradossalmente può aver causato diffusione del virus Sars-CoV-2 se tra i manifestanti c’erano persone affette ma sintomatiche.

Il caso del migrante positivo al Covid-19 ha fatto esplodere il sindaco di Pozzallo, Roberto Ammatuna (in foto), che ha affermato che “era evidente che il ragazzo stava male, tanto che appena arrivato a Pozzallo è stato isolato. Ammatuna ha annunciato esposto alla Procura di Agrigento “per comprendere cosa sia accaduto”. Il sindaco di Pozzallo ha inoltre scritto all’assessore regionale alla Salute e chiesto un incontro con il Prefetto. La Procura di Agrigento dovrà adesso valutare se e cosa può non aver funzionato nella gestione del percorso fatto dal migrante attraverso le due province partendo da Lampedusa, passando per Porto Empedocle per arrivare fino all’hotspot di Pozzallo dove è stato posto in isolamento. Dovrà quindi essere accertato, prima di tutto, se il ragazzo era positivo al Covid-19 già all’arrivo a Lampedusa e quindi ammalato a causa del nuovo coronavirus prima di partire – la barca era partita dal porto libico di Sabrata – ed infine se sono state adottate tutte le misure di sicurezza sanitaria per evitare il contagio dopo lo sbarco dei migranti avvenuto prima di mezzanotte di martedì sera.

La circostanza apre adesso uno scenario paradossale in cui Governo ed amministrazioni regionali e locali potrebbero prendere atto della necessità di istituire un sistema di soccorso marittimo da tempo smantellato e la riammissione tra gli “alleati” delle navi ONG che soccorrevano le barche in pericolo nel Mediterraneo, come la Alan Kurdi, unica operativa e ferma al largo di Linosa con 150 naufraghi a bordo. Anche il sindaco di Lampedusa, Totò Martello (in foto), aveva lanciato l’appello al Viminale perché si adottino delle misure alternative a salvaguardia della popolazione insulare lasciata adesso esposta agli sbarchi autonomi e quindi incontrollati. Martello aveva infatti proposto la nave al largo, in modo da contenere eventuali effetti epidemici a bordo senza così esporre Lampedusa. L’arrivo autonomo di migranti sull’isola, con il ragazzo che bisognerà accertare se già affetto da Covid-19 o contagiato dopo, ha esposto al contagio altri migranti che hanno atteso insieme a lui al Molo Favarolo per ore prima del trasferimento in nave, la nave traghetto da sanificare scrupolosamente dopo ogni trasferimento ed i camionisti che vi viaggiano su, gli operatori del centro di prima accoglienza ed anche gli agenti delle forze dell’ordine che dallo sbarco fino agli accompagnamenti in giro per la Sicilia sono entrati in un modo o nell’altro in contatto con i migranti. Un sistema che non funziona e che è destinato a peggiorare a causa del decreto interministeriale di “porto non sicuro” cui è seguito quello libico e quello maltese a discapito del luogo di approdo autonomo – quindi incontrollato – più vicino che è l’isola pelagica italiana di Lampedusa.

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