Ancora sbarchi autonomi a Lampedusa, proteste contro il sindaco

Due sbarchi autonomi in poche ore a Lampedusa con la seconda barca approdata in spiaggia prima dell'alba. In piazza un centinaio di lampedusani protestano per il rischio cui si sentono esposti

di Mauro Seminara

All’alba una barca in legno ha raggiunto indisturbata Lampedusa approdando sulla spiaggia della Guitgia. Effetto collaterale del negato soccorso in mare è adesso il ripetersi di arrivi in completa autonomia di migranti salpati dal nord Africa. A bordo della robusta barca in legno c’erano 57 persone, tra le quali anche dieci donne. Varie le nazionalità, tra nord Africa e subsahara ma anche ed ancora molti cittadini del Bangladesh. I migranti sono stati trasferiti dalla spiaggia al vicino Molo Favarolo, dove hanno trascorso la notte al gelo 67 migranti a causa dei 34 sbarcati la sera precedente e sottoposti ad isolamento obbligato in struttura. In poco più di 24 ore sono sbarcati sull’isola 158 migranti con conseguenze da gestione confusa della prima accoglienza.

Dei 124 approdati in poche ore tra ieri sera e questa mattina, 50 sono stati trasferiti mediante la nave traghetto diretta a Porto Empedocle. Sulla banchina del molo militarizzato, dopo la notte all’addiaccio, sono rimasti 17 dei 67 sbarcati ieri sera cui si sono uniti i 57 approdati questa mattina. Per questi 74 migranti la banchina del molo sarà ancora per un po’ l’unico luogo in cui si potranno muovere, nutrirsi, espletare i propri bisogni fisiologici. Mancano ancora dodici giorni prima che possano vedere un trasferimento i 34 migranti, sbarcati lunedì e sottoposti a quarantena, che impegnano per intero la struttura da 96 posti letto in cui potevano trovare alloggio gli altri migranti approdati sull’isola. L’avvistamento di un paio, o più, di migranti per le vie del centro ha però scatenato l’ira dei lampedusani con risvolti a tratti grotteschi.

Secondo l’ordinanza sindacale adottata dal primo cittadino dell’isola, Totò Martello, ai migranti ospiti della struttura di Contrada Imbriacola non è consentito uscire fino al termine dei 14 giorni di isolamento. Qualcuno però deve aver eluso la sorveglianza, come fanno anche molti lampedusani che continuano ad andare in giro liberamente e magari anche a fare dirette streaming su Facebook. Il caso dei migranti ha però scatenato gli isolani che ieri hanno dato il via ad una protesta organizzata mediante catena di Sant’Antonio e questa mattina si sono assembrati davanti il Municipio. Stando alle frasi urlate a volume maggiormente sostenuto, in direzione della finestra dell’ufficio del sindaco, “a Lampedusa non deve arrivare nessuno”.

Le richieste della piazza, che prima di mezzogiorno contava già circa un centinaio di persone assembrate davanti il palazzetto municipale, sarebbero di garanzie di totale isolamento di Lampedusa da ogni genere di arrivo a tutela della salute pubblica. Il timore è quello legato al Covid-19 e le persone che stamattina si sono radunate per la manifestazione, costringendo le forze dell’ordine ad intervenire a tutela del Municipio, e forse anche per identificarle, è quello legittimo di un’isola che dispone di servizi sanitari strutturati come in altre parti d’Italia. Un paradosso che si concretizza con l’assembramento in violazione delle norme adottate proprio per l’emergenza epidemia Covid-19.

Gli animi però sono accesi, l’impossibilità di lavorare o anche solo di uscire di casa – almeno in teoria – è probabile causa di stress anche a Lampedusa, dove si prevedono continui sbarchi autonomi di migranti a causa del ritiro di ogni dispositivo di soccorso marittimo ed adesso anche del decreto interministeriale che dichiara l’Italia “porto non sicuro” per le navi straniere che effettuano soccorsi fuori dall’area SAR italiana. Il soccorso in mare rappresenta anche un filtro per il triage in area contenuta, mentre lo sbarco autonomo ha meno possibilità di controllo se non a circolazione sul territorio da parte dei migranti già avviata. L’isola inoltre non sa ancora se ci sarà una stagione turistica in Italia quest’anno, e questo rende la popolazione ancora più tesa per le gravi conseguenze economiche che dovrebbe poi affrontare.

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