Le 50 sfumature smarrite

Rubrica di Samantha Scala

La mia sveglia, in questi giorni di festa, ha smesso di suonare sempre alla stessa ora. Le mie azioni mattutine invece, seguono sempre lo stesso schema. Afferro il cellulare poggiato sul comodino e controllo in successione: mail, WhatsApp, Instagram e Facebook.
Dopo aver risposto ai messaggi e controllato le notifiche, scorro, un po’ curiosa un po’ annoiata, la home.
Con un ipercinetico e crudele ping pong, passo dal subire la preparazione di un dolce ipercalorico della serie Tasty al nuovo programma “stanca della solita dieta che non funziona? Fai anche tu come me!”
Bianco e nero, yin e yang, tutto o niente.
Prima di cadere nella trappola rischiando una superficiale autodiagnosi di bipolarismo, corro a lavarmi in compagnia del buon proposito da post abbuffate Natalizie.
– Dov’è che l’avevo vista???-
Scorro forsennatamente la home alla ricerca di un video: una tizia indossava un paio di jeans larghissimi. Pare fossero proprio i suoi, solo qualche mese (?!) prima, pesava 20 kg di più.
A me, che non servirebbe perderne tanti, basteranno quanti? 15 giorni? Una settimana dai! Giusto una “piallatina”.
Scorro…scorro e niente. Nemmeno l’ombra (magari nel frattempo, vista la dieta giusta, la tizia lo è pure diventata, un’ombra appunto).
In compenso i video delle ricette impazzano, e partono pure da soli!
– Aspetta, aspetta…com’è che sti scellerati stanno preparando gli arancini? Io sono una purista, pure un libro ho scritto sulle ricette siciliane!
Non ho tempo di commentare. Lo stomaco reclama colazione mentre, in testa, riso, ragù e caciocavallo ballano già felici un valzer.
Prendo due fette biscottate integrali e, mentre spalmo un velo di marmellata senza zuccheri aggiunti, riempio il bollitore per prepararmi un tè.
Verso l’acqua bollente, residuo fisso inferiore ai 50mg/l, nel tazzone e mi accorgo di averne scaldata troppa.
È un attimo: apro il cassettone/tiro fuori la pentola/ci verso l’acqua bollente/ poi il riso/poi una bustina di zafferano/sale.
6 azioni in un millesimo di secondo.
Riprendo il telefono, riscorro la home di Facebook.
Eccolaqqua! La tizia!!: “Care amiche! Cosa preparerete oggi per il pranzo? Che ne dite di una bella insalatona con taaaanti semini buoni buoni che ci fanno tanto bbaene?”
Mentre sorseggio il mio tè, la casa è già invasa da un buonissimo profumo di zafferano.
Troppo tardi. A me resta solo da preparare il ragù.
I ballerini di valzer hanno lasciato il posto alla lotta di sumo tra Yin e Yang. Sì!! Sono ciccioni e col perizoma non lo sapevate?
Una cosa invece sono io a non saperla: ma voi come fate ad avere un sano equilibrio? Quelle 50 sfumature di grigio, o di nero, come si fa ad averle?
Ah no, mi sa che quella era un’altra storia…
E tanto male non era!

Arancini:

Preparazione:

Lessare il riso nell’acqua bollente salata. A cottura avvenuta, l’acqua dovrà essere completamente assorbita e il riso risulterà asciutto e compatto. Sciogliere lo zafferano in pochissima acqua calda e unirlo al riso ormai cotto insieme al formaggio grattugiato. Mescolare bene per amalgamare il tutto dopodiché versare e livellare il riso su un piano di marmo o su un vassoio ampio e basso e coprirlo con un telo. Lasciar riposare il riso per un paio di ore a temperatura ambiente.

Preparare il ragù: tritare finemente sedano, carota e cipolla e far stufare in un tegame con 2 cucchiai d’olio e il burro, poi unire la carne macinata, rosolare a fuoco vivace, quindi sfumare con il vino.

A questo punto aggiungere la passata di pomodoro, aggiustare di sale e di pepe a piacere e far cuocere a fuoco lento coperto per almeno 20 minuti. A metà cottura, aggiungere i piselli.

Far raffreddare completamente il ragù che dovrà risultare ben rappreso.

Formare gli arancini: con le mani inumidite, prelevare un paio di cucchiai di riso per volta, schiacciare il mucchietto al centro della mano formando una conca e mettere all’interno un cucchiaino di ragù e qualche cubetto di caciocavallo. Quindi richiudere la base dell’arancino con altro riso e modellarlo dandogli una forma a punta o tonda.

Preparare la pastella: in una ciotola versare la farina setacciata, un pizzico di sale e l’acqua a filo. Mescolare accuratamente con una frusta per evitare che si formino grumi.

Tuffare gli arancini, uno ad uno, nella pastella avendo cura di ricoprirli interamente e rotolarli nel pangrattato.

In un pentolino scaldare l’olio fino alla temperatura di 170° e friggere, ad immersione, un arancino alla volta o al massimo due per non abbassare la temperatura dell’olio. Quando saranno ben dorati scolarli ponendoli su un vassoio foderato con carta assorbente.

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