Lampedusa come nel 2011, ma il centro di accoglienza rimane sovraffollato

La nave GNV Azzurra ha imbarcato 350 persone questa mattina a Lampedusa ma sull'isola rimangono altri 700 migranti ed il centro di accoglienza è ancora sovraffollato. Impegnata ancora anche la "Casa della Fraternità" della Parrocchia di Lampedusa con 90 persone in attesa di test sierologici. Ogni due giorni e mezzo di sbarchi a Lampedusa si riempie una GNV Azzurra ma a bordo devono rimanerci per 14 giorni. Il maestrale porta adesso un momento di tregua sull'isola rinviando almeno le partenze dalla Tunisia

Operazioni di imbarco migranti su nave quarantena GNV Azzurra presso lo scalo alternativo di Cala Pisana a Lampedusa del 4 agosto 2020

di Mauro Seminara

Questa mattina, di buon ora, la nave GNV Azzurra ha raggiunto Lampedusa presso lo scalo alternativo di Cala Pisana. Un punto di attracco per navi che a Lampedusa si ricorda utilizzato per grandi navi sostanzialmente solo nel 2011, quando le navi noleggiate dall’allora Governo Berlusconi a 70mila euro al giorno per evacuare l’isola – dopo il disastro commesso dal ministro degli Interni Roberto Maroni – si alternavano appunto a Cala Pisana. La GNV Azzurra, 170 metri per 27, ha ormeggiato allo scalo alternativo costruito a suon di milioni di euro e di fatto mai utilizzato, e già di primo mattino ha avuto inizio la staffetta di pulmini con cui l’ente gestore Nova Facility ha accompagnato le persone migranti al punto di imbarco. A bordo della nave, la cui capienza massima è stata stabilità in 700 migranti, ne sono saliti 350 ed alle 10 del mattino il ponte si è chiuso e la nave ha lasciato il punto di attracco ad est dell’isola.

Un’ora più tardi era già iniziata la passeggiata vista Isola dei Conigli della nuova nave quarantena voluta dal Governo italiano. La situazione a terra però è rimasta pressoché invariata. Circa 700 le persone ancora ospiti del centro di prima accoglienza. Altre 90 si trovano ancora ospiti dei locali parrocchiali di Casa della Fraternità, presi in ausilio dalla Prefettura per alleggerire il carico della struttura enclave del Viminale in Contrada Imbriacola. Per i 90 dislocati nel locale concesso dalla Parrocchia di Lampedusa si attendono ancora gli esiti dei test Covid, poi verranno trasferiti. Sulla nave GNV Azzurra, cui il Ministero dell’Interno di Luciana Lamorgese intende affiancare un’altra gigantesca nave da quarantena, potranno comunque trovare posto altri 350 migranti. In questo modo, a completamento dell’operazione con pieno carico della nave, a terra ne rimarranno all’incirca altrettanti se non vi saranno nuovi arrivi.

Nel corso della mattina il vento è cambiato e con esso anche il mare. Un maestrale che ha rigenerato Lampedusa, stretta nella morsa di un caldo implacabile ormai da fine giugno. Le previsioni di circa venti nodi di vento e la conseguente attività ondosa nel Mediterraneo centrale potrebbero rinviare le partenze dalla Tunisia. Non si esclude però che i trafficanti libici possano comunque mettere persone in mare malgrado le condizioni meteo. Non sarebbe la prima volta. La pausa meteo potrebbe comunque far sì che a Lampedusa i livelli di allarme rientrino con la restituzione di un numero di ospiti accettabile per il centro di prima accoglienza di contrada Imbriacola ed un po’ di ossigeno per le forze dell’ordine che nei giorni scorsi si sono trovate a dover garantire l’ordine pubblico di una polveriera fatta di un migliaio di persone di nazionalità tunisina destinate rimpatrio e con poco da perdere. Mille giovani ospiti che rappresentavano in proporzione l’equivalente numero di abitanti lampedusani di pari età e condizione fisica.

Negli ultimi giorni di sbarchi a Lampedusa, la media di arrivi è stata di circa 300 persone al giorno tra sbarchi autonomi di harraga tunisini e arrivi miracolosi di migranti salpati dalla Libia. Statistica che stabilisce come ogni due giorni e mezzo si può riempire una nave da 700 posti che dovrà tenere in quarantena le persone imbarcate per 14 giorni. Il metodo di continuità con le richieste politiche siciliane circa la sicurezza sul fronte sanitario potrebbe quindi arrivare – per paradosso – all’ipotetico noleggio di tutte le navi utili a galleggiare se ogni migrante che approderà a Lampedusa dovrà esperire un isolamento di 14 giorni su nave.

Questo il meccanismo italiano che segue la proroga dello stato di emergenza sanitaria che, nei fatti, appare visibile solo per i migranti che vanno a bordo di navi per la quarantena preventiva dopo aver fatto il test sierologico. Appare questo un passaggio in più che complica le procedure, non risolve il sovraffollamento, si spera non debba essere causa di un lazzaretto galleggiante con un focolaio Covid su nave come già visti in principio pandemia e che sappiamo per certo costerà allo Stato milioni di euro che non si potranno considerare investimento essendo comunque la rete di centri per migranti malmessa e da ristrutturare. Nel frattempo, Lampedusa è piena di turisti che vanno in giro senza mascherina, creano assembramenti e sfoggiano anche il loro accento da province lombarde. Ma forse, essendo ospiti paganti, sono tutti immuni al Covid-19; mentre i residenti sono sensibili al contagio dai soli migranti e non dai turisti italiani.

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