Da nave quarantena a nave hotspot, il crocevia Moby Zazà – FOTO e VIDEO

Traffico in porto a Porto Empedocle con migranti provenienti da Lampedusa e dalla Ocean Viking e sbarco di quelli che hanno concluso la quarantena a bordo della "nave hotspot" Moby Zazà

Controlli Polizia di Frontiera dopo sbarco da Moby Zazà a Porto Empedocle 6 luglio 2020

di Mauro Seminara

Ieri sono arrivati a Porto Empedocle 48 migranti che da Lampedusa hanno viaggiato con la nave traghetto Sansovino. La stessa che collega in regime di continuità territoriale le Pelagie alla Sicilia con scalo nel porto agrigentino di Porto Empedocle. Sulla banchina del porto sono stati gestiti dalle forze dell’ordine prima di tutto gli arrivi da Lampedusa. A seguire è stato effettuato lo sbarco di 169 persone che avevano completato il periodo di quarantena di 14 giorni a bordo della nave Moby Zazà che nel frattempo era entrata in porto. La nave della Compagnia Italiana di Navigazione, noleggiata per l’emergenza sanitaria nazionale da pandemia di Covid-19, ha un costo di circa un milione di euro al mese. Il suo impiego era stato fortemente sponsorizzato dai sindaci di Lampedusa, Porto Empedocle e Pozzallo oltre che dal presidente della Regione Siciliana.

Nell’idea del governatore Musumeci e dei sindaci Martello, Carmìna e Ammatuna, la nave sembrava dover essere una centrale per la quarantena ambulante a disposizione dei tre comuni maggiormente esposti ai flussi di migranti in arrivo. Era stata figurata una nave che per ogni sbarco di migranti si sarebbe spostata per andare a prendere a bordo le persone extracomunitarie da isolare senza che queste viaggiassero con altri mezzi. Il risultato, dopo ormai circa due mesi di noleggio della nave operativa dalla metà del mese di maggio, è invece quello di un hotspot galleggiante che sosta in rada a Porto Empedocle. Abbiamo documentato ieri i movimenti di sbarco ed imbarco dalla nave del Compagnia dell’armatore Onorato e quello che si è visto è un gran traffico ma poco utile sotto il profilo sanitario.

La prima fase, dopo l’arrivo dei migranti da Lampedusa ancora da sottoporre a periodo di quarantena, è stata quella dello sbarco di 169 persone dalla Moby Zazà (video sopra) al termine del loro periodo di isolamento a bordo. I migranti, scesi dalla simpaticamente colorata nave, sono stati accompagnati in pullman presso il punto di Polizia di Frontiera dove sono state espletate le procedure di rito per il trasferimento in pullman presso altre strutture, di accoglienza o di espulsione. Terminato il grande traffico sul piazzale del porto è stata la volta della nave Ong Ocean Viking con i 180 naufraghi che attendevano, alcuni da dieci giorni, la conclusione del soccorso con – finalmente – lo sbarco in un porto sicuro. La Ocean Viking è stata autorizzata ad ormeggiare lungo lo stesso braccio di porto su cui sostava la Moby zazà per il trasferimento.

Una volta scesi dalla nave soccorritrice Ocean Viking, i migranti cui era stato fatto il tampone – risultato per tutti negativo – sono saliti sui pullman con cui hanno percorso le poche centinaia di metri che li separavano dalla nave Moy Zazà. Un passaggio da una nave all’altra, via terra, dopo l’esito negativo del tampone che avrebbe potuto evitare l’ausilio della nave che sta costando allo Stato circa un milione di euro al mese escluso costi aggiuntivi e personale Croce Rossa. I 180 migranti sono saliti sulla Moby Zazà nel corso di una operazione iniziata alle 23:30 circa e terminata alle 03:00 del 7 luglio. A bordo della nave quarantena adesso ci sono 207 persone, 180 delle quali imbarcate ieri e provenienti dalla Ocean Viking e 27 che provenivano dalla Sea Watch 3. Incerto, o non confermato l’imbarco dei 48 provenienti da Lampedusa.

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