Toninelli e bicipiti

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di Vittorio Alessandro

Toninelli si è provvidenzialmente allontanato dal tavolino del bar dove alcuni suoi ex sostenitori lo affrontavano con mala grazia. Prima di andarsene, però, li ha mandati a quel paese e allora uno di essi, che appare in video con i bicipiti ben torniti, si è alzato minacciosamente verso di lui. Una volta il “vaffa” era infatti indirizzato ai potenti, non certo all’uno che vale uno il quale, in questo caso, gli rinfacciava (aggressivo) che i parlamentari non possono andare dove gli pare, che c’è il vincolo di mandato e la sanzione pecuniaria: il Movimento l’aveva detto.

Invece, ieri con la Lega, ora col Pd, molti parlamentari grillini (quelli non espulsi perché la pensavano con la propria testa, o non ancora transitati con Salvini) sembrano ora piazzati al migliore offerente.

È in queste occasioni che riappare Berlusconi il quale, nella vita, tutto ha fatto soprattutto per divertirsi (è l’aspetto più attraente del personaggio). Subodorato, dunque, l’avvio della campagna acquisti, ecco che l’ex Cavaliere mette in campo i broker, non senza prima aver scalato le scene ritirando fuori una registrazione (un giudice di Cassazione che gli confessa una condanna scritta “dall’alto”) che uno di noi, uno normale, per l’indignazione e la rabbia non avrebbe saputo tenere nel cassetto per più di un giorno e che lui, invece, ha conservato per anni.

Mentre, dunque, si avvia il mercato dei parlamentari, Toninelli, fedele non si sa più a che cosa, manda a quel paese l’uomo coi bicipiti, si alza e se ne va. Anni fa, i toni e le promesse del Movimento avevano convinto non solo i bicipiti, ma perfino i tricipiti.

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