Tesi come corde di violino

Il PuntoNave di Vittorio Alessandro

di Vittorio Alessandro

Una volta i giardini di Castel Sant’Angelo – il lungo parco a ferro di cavallo della Mole Adriana – ospitavano, per tutta la loro estensione, feste dell’Unità e “Inviti alla lettura” caciaroni ed allegri, dove l’odore invitante di pessime salsicce e l’organizzazione approssimativa (come è approssimativo ogni evento popolare a Roma) nulla toglievano alla presenza più importante: quella di persone ciondolanti e spensierate, di chiacchiere annaffiate dalla sangria, di coraggiosi e malinconici dibattiti.

Tutto finito, andate a vedere. L’iniziativa romana dal nome pomposo “Letture d’estate” consiste in cinque stand: un bar inavvicinabile, una mesta mega-scacchiera, una esposizione di libri remainder dei remainder: ieri sera dieci visitatori in tutto, e un topo che girava indisturbato.

Il degrado di Roma non sta soltanto nei rifiuti in abbandono e nei trasporti non funzionanti, ma soprattutto nella sempre maggiore assenza di luoghi, e quindi di persone.

La famosa “gente” di Roma, ridotta ormai a massa, quando esce da casa lasciando rassicuranti internet e tv, si ritrova per strade malmesse e maleodoranti, dove non può che registrare la chiusura di librerie, di vecchie osterie e negozi che hanno lasciato il posto a banche e a rivendite infime di orribili gadget. È una popolazione ormai tesa come corde di violino e pronta alla violenza nei confronti di chicchessia.

Una manna per chi, irresponsabile, usi questo brodo di vuoto e di ferocia come carburante politico.

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