La Libia è in guerra

Il generale Haftar invia nuove truppe per difendere la regione petrolifera ad ovest di Bengasi. Tripoli attaccata dai jihadisti con rivendicazione dello Stato Islamico. Nuova forza ribelle con lealisti gheddafiani attaccano la regione del petrolio e l’esercito del Ciad al confine con la Libia. Tregua alle porte di Tripoli

In ballo, neanche a dirlo, c’è sempre il controllo della regione petrolifera nel Golfo della Sirte. Una regione ricca ed influente per il controllo o il dominio nel resto della Libia. I punti sensibili si trovano sulla litoranea Mediterranea tra le città di Sirte e quella di Bengasi, a metà strada tra le fazioni costituite dal Governo di Unità Nazionale del presidente Serraj e il Parlamento di Tobruk che sta sotto l’influenza del generale Haftar. In mezzo si insedia adesso una nuova fazione, costituita dall’alleanza tra la milizia di Ibrahim Jodran, ex capo della Guardia della Petroleum Facilities, i lealisti tribali di Muammar Gheddafi e milizie ribelli del Ciad. L’attacco della triplice alleanza alla regione petrolifera vede però altri attori che si innestano nell’ampio e frastagliato conflitto complicando le cose. Ci sarebbero infatti gruppi jihadisti che avrebbero attaccato nei giorni scorsi un check point alle porte di Tripoli sul versante est della capitale. L’attacco è stato rivendicato dallo Stato Islamico. Mentre viene insediata la capitale tripolitana fino ad un apparente accordo di cessate il fuoco questa mattina, il gruppo ribelle nascente estende gli obiettivi dei suoi diversificati nomi ed accordi. Si combatte nella regione petrolifera ma anche al confine con il Ciad, dove il Consiglio Militare del Comando per la Salvezza della Repubblica (CCMSR) dichiara proprio obiettivo il rovesciamento della presidenza del Ciad di Idriss Deby.

Sul fronte est, quello del generale Khalifa Haftar, nuove forze sono state dispiegate per la difesa della regione del petrolio. Il comandante generale dell’Esercito Nazionale Libico, Khalifa Haftar, ha infatti inviato rinforzi nella regione petrolifera e riferisce che le unità della Forza di Al-Saiqa sono state viste muoversi verso Ghat, la regione sud-occidentale. The New Arab ha dato notizia, sulla base di proprie fonti, di un incintro tra Jodran e l’ex comandante delle forze del generale Haftar nel distretto libico occidentale di Wershiffana. Omar Tantoush, disertore – secondo Haftar – mesi addietro dall’LNA, insieme ad altri ufficiali storicamente fedeli a Gheddafi, sarebbero pronti a formare una brigata di lealisti che includerebbe svariate tribù della regione a sud di Tripoli e di Khoms. Sempre The New Arab afferma che la nuova alleanza avrebbe appunto tre obiettivi che pare essere pronta a colpire. Il primo è evidentemente la regione petrolifera ad ovest di Bengasi. Seguono però le basi aeree di Jufra e Tamnehent, che potrebbero essere utilizzate dagli aerei di Haftar, e la base militare di Brak Al-Shaati, che è il più armato compound dell’esercito di Khalifa Haftar a sud di Bengasi.

L’agenzia internazionale di stampa Reuters scrive che “La CCMSR, che afferma di avere 4.500 combattenti, è stata fondata nel 2014 e ha combattuto la sua prima battaglia contro le forze governative all’inizio di agosto nella città mineraria di Kouri Bougoudi”. Idriss Deby è presidente del Ciad da cinque mandati e la sua recente riforma della Costituzione ciadana gli consentirà di restare in carica fino al 2033. Malgrado il presidente Deby abbia già compiuto 66 anni, pare non rientri tra le sue intenzioni il pensionamento. A Deby le forze ribelli accusano una collaborazione con Paesi occidentali, dell’Europa e d’oltreoceano, avversi agli interessi della regione centro e nord africana oltre che dello stesso Ciad. Deby è quindi uno dei nomi nella top ten della black list delle forze leali allo scomparso leader libico Muammar Gheddafi. Leader ucciso nel 2011 a seguito di una guerra dai contorni oscuri che ha devastato e disgregato il Paese e lasciato gravi ombre di una esecuzione voluta per far tacere per sempre il rais. Per costituire le condizioni favorevoli ad un intervento “di pace” nel periodo conclusivo del 2010 vennero introdotte illegalmente molte armi nella regione est della Libia, nella Cirenaica, consentendo così alle tribù ribelli della regione di dare vita ad una parvenza di rivoluzione. Per armare la Cirenaica contro Tripoli e Gheddafi furono complici del traffico alcuni Paesi che confinavano con la parte est della Libia. Recentemente Deby aveva ordinato la chiusura del confine con la Libia per contenere l’accesso a gruppi ribelli mentre il Ciad si difendeva dalla minaccia di jihadisti e terroristi vari, tra cui la milizia di Boko Haram, provenienti dalla Nigeria.

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