Gheddafi: guerra o omicidio? – VIDEO

L’arresto dell’uomo d’affari accusato dalle autorità francesi di aver transitato finanziamenti di Muammar Gheddafi alla campagna presidenziale, poi liberato in Regno Unito su cauzione di un milione di sterline, rende sempre più attuale la vicenda libica e le ombre su una guerra che sempre più appare finta ed orchestrata ad arte per interessi che nulla avevano a che vedere con il popolo libico ed il suo leader

In copertina: Hillary Clinton, il corpo di Muammar Gheddafi e Nicolas Sarkozy

Alexandre Djouhri
Ieri è stato rilasciato su cauzione Alexandre Djouhri, l’uomo d’affari arrestato domenica in Inghilterra e scarcerato con libertà condizionata a fronte di una cauzione di un milione di sterline. Djouhri, era stato arrestato all’aeroporto londinese di Heathrow per un mandato di arresto internazionale emesso dalla Francia. La notizia è stata immediatamente diffusa dall’agenzia internazionale Reuters, ma in Italia non ha avuto un gran seguito. Le accuse rivolte ad Alexandre Djouhri sono estremamente gravi e divengono ancor più gravi all’esito del conflitto che ha raso al suolo la Libia ed ucciso il leader nordafricano Muammar Gheddafi nel 2011. L’uomo d’affari francese è accusato dalle stesse autorità parigine di aver mediato ingenti finanziamenti economici alla campagna presidenziale di Nicolas Sarkozy del 2007 dal leader libico Muammar Gheddafi. La maggiore gravità è dovuta appunto all’attività militare condotta nel 2011 dalla Francia del presidente Nicolas Sarkozy proprio ai danni della Libia di Gheddafi e dello stesso leader libico.
Nicolas Sarkozy
Sarkozy ha sempre rigettato ogni accusa di finanziamento illecito, ma se fosse vero che Gheddafi puntava su Sarkozy fino al punto di finanziarne la campagna elettorale ne verrebbe che il presidente francese nel 2011 possa avere avuto interesse a far scomparire ogni traccia dell’accordo con il colonnello Gheddafi, in vista della scadenza di mandato presidenziale l’anno successivo, nel 2012. Oltre il coinvolgimento personale, che potrebbe dar vita ad enormi dubbi sull’esecuzione del leader libico, ufficialmente ad opera di un libico anti-gheddafiano ma con una presenza militare non ben definita sul luogo dell’omicidio a sangue freddo, ci sono poi le e-mail di Hillary Clinton pubblicate con ordine di un tribunale americano. Il contenuto delle missive elettroniche confermerebbe altri sospetti sugli interessi, di mera natura economica, che hanno spinto la Francia alla guerra in Libia insieme al Regno Unito. Stando a canali non ufficiali, e pertanto di difficile conferma, i due Paesi europei si sarebbero assicurati che gli anti-gheddafiani della Libia Cirenaica avessero le armi necessarie per dar il via alla rivolta in Libia attraverso l’Egitto vacillante in piena “Primavera Araba”. L’argine costituito dall’allora leader egiziano Hosni Mubarak, garante dell’embargo sulle armi in Libia, sarebbe caduto sotto la spinta della rivoluzione partita dalla Tunisia e giunta in altri Paesi arabi, non necessariamente per genuina spinta popolare. La vicenda di Alexandre Djouhri riporta di attualità l’intero periodo, già riaperto con le conseguenze italiane in termini umanitari narrate nel documentario “2011 – Lampedusa nell’anno della Primavera araba”, e rende nuovamente attuale anche il video del puntuale Claudio Messora che Byoblu aveva pubblicato pochi giorni dopo l’ordine di pubblicazione delle e-mail dell’allora Segretario di Stato di Barack Obama: Hillary Clinton
(Da Byoblu del 9 gennaio 2016)
Hillary Clinton
Il 31 dicembre 2015, su ordine di un tribunale, sono state pubblicate 3000 e-mail tratte dalla corrispondenza personale di Hillary Clinton. La cosa è nota, ma nessuno racconta quello che alcune di quelle email contenevano, ovvero la ragione per la quale Francia e Regno Unito attaccarono la Libia di Gheddafi, uccidendo il suo leader. Mentre all’opinione pubblica raccontavano che Gheddafi era una minaccia, le diplomazie facevano i conti sul petrolio e sulla nuova moneta unica africana che avrebbe soppiantato il franco francese. Soldi, potere, energia: le ragioni di Stato che muovono l’occidente. E l’Italia, che controllava i 2/3 degli impianti di estrazione libici, attraverso l’Eni, come al solito è stata fregata. Ecco le email che nessuno vi mostra.


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