Confermato il carcere per Dino De Rubeis che non attende l’ordine di carcerazione

L’ex sindaco di Lampedusa e Linosa era stato condannato per concussione. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna ma ridotta di sei mesi. De Rubeis aveva lasciato Lampedusa per costituirsi spontaneamente alla casa circondariale in caso di condanna. Questa mattina è entrato in carcere

In copertina: Dino De Rubeis al tempo della sua sindacatura con la fascia tricolore

“Ho scelto di lasciarti,
Nel buio della notte,
in modo silenzioso,
prudente e rispettoso.
Mi allontano da te …mia
tanta amata isola di Lampedusa…
con il cuore affranto e gli occhi pieni di lacrime.
Scelgo di lasciarti, per non arrecarti ulteriori
sofferenze e sottoporti a futili strumentalizzazioni….
per causa mia.
Ti lascio con la speranza che io possa rivederti presto
semplicemente
Dino”

Con questo breve poetico post, l’ex sindaco di Lampedusa e Linosa lunedì sera aveva lasciato l’isola a bordo della nave traghetto diretta a Porto Empedocle. Si attendeva la condanna e ha preferito recarsi presso la casa circondariale in cui sconterà la pena inflitta invece che attendere a Lampedusa le forze dell’ordine per la scorta. La condanna è stata confermata con una riduzione di sei mesi rispetto alla precedente sentenza e Bernardino De Rubeis ha confermato quanto annunciato recandosi spontaneamente presso il carcere di Agrigento. Nessun ordine di carcerazione da eseguire. “Ieri è stata una giornata lunga… un’attesa lacerante… poi è giunta la notizia della condanna da parte della sesta sezione penale della Cassazione. Non poteva essere diversamente… devo dirvi che nel profondo del mio cuore… attendevo questa triste notizia. Da innocente, sconterò la mia pena e ho deciso di scegliere la casa Circondariale di Agrigento con tutte le sue problematiche… ma è il carcere che io conosco e in cui nel lontano 2009 mi sono trovato bene e dove sono stato accolto per 30 giorni come un figlio sbandato e spaesato. Mi ci recherò di prima mattina e mi costituirò mettendomi a loro completa disposizione.” Lo ha scritto Bernardino De Rubeis, per tutti, sulla sua isola, semplicemente Dino, alle sette di questa mattina prima di bussare alla porta del carcere di Agrigento. Casa circondariale in cui trascorrerà il tempo previsto dalla sentenza pronunciata ieri della Corte di Cassazione.

Sei anni e nove mesi, poco meno dei sette anni e tre mesi a cui la Corte d’Appello lo aveva condannato in secondo grado di giudizio confermando la colpevolezza dell’ex sindaco coinvolto nella cosiddetta “cricca di Lampedusa”. I reati, riconosciuti dalla Corte e confermati in Cassazione, sono quelli di concussione ai danni degli imprenditori Sergio Vella e Marco Campione. Quest’ultimo di recente indagato per i presunti reati di associazione a delinquere, falso ideologico, truffa, corruzione, ricettazione, inquinamento ambientale, corruzione elettorale e false comunicazioni in ambito societario, danneggiamento e inadempimento nei contratti e frode nelle pubbliche forniture. I difensori di De Rubeis, gli avvocati Silvio Miceli ed Enzo Caponnetto, avevano chiesto l’annullamento della pena ma Dino De Rubeis – che, pur essendo nato su un’isola e cresciuto su un’altra, soffre il mal di mare – sentiva di dover prendere quella nave lunedì sera per poi recarsi da solo ed a testa alta presso la casa circondariale di Agrigento. Sulla sua pagina Facebook innumerevoli attestati di stima e solidarietà. A Lampedusa, malgrado le accuse di reato e la sopraggiunta condanna definitiva, Dino “u longu” De Rubeis è sempre stato beneamato dai suoi concittadini che anche oggi gli manifestano apertamente il loro affetto.

“L’umiltà per chi mi conosce sa che non mi è mai mancata.
Saluto le mie isole Lampedusa e Linosa, i suoi cittadini… miei cari compaesani…
Saluto tutti coloro che mi conoscono…
Saluto i miei accusatori ed in fine i miei avvocati.”
Dino De Rubeis

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