Ocean Viking a Lampedusa, un siparietto del “nuovo corso”

La nave non entrerà in porto per lo sbarco degli 82 naufraghi rimasti otto giorni a bordo in attesa di un porto sicuro. Il Governo di Giuseppe Conte ha atteso la definizione dell’accordo con i Paesi dell’Ue per la redistribuzione prima di concedere lo sbarco, ma a Lampedusa e con trasbordo della Guardia Costiera

La nave Ocean Viking sbarcherà finalmente le 82 persone che aveva a bordo. Il porto sicuro assegnatole dall’Italia è quello dell’isola pelagica di Lampedusa. Una scelta strana, se non peggio. Al riguardo, con un’intervista rilasciata all’agenzia di stampa AdnKronos, si è pronunciato anche il sindaco di Lampedusa e Linosa facendo notare l’assurdità della scelta di far sbarcare in un porto più distante – secondo Totò Martello – di un approdo diretto sulla costa della Sicilia come ad esempio Pozzallo. La nave, tra l’altro, non entrerà nemmeno in porto. Il piccolo porto dell’isola, sito in linea con il fine pista aeroportuale, in un giorno di intenso traffico aereo per la sequenza di charter che il sabato raggiungono e ripartono carichi di turisti, rende inattuabile una lunga e lenta manovra per gli oltre 70 metri di nave mai ormeggiati in quello scalo.

La Ocean Viking si fermerà in rada, forse addirittura in acque internazionali, e da li provvederà la Guardia Costiera al trasbordo dei naufraghi dalla nave che verranno poi sbarcati al Molo Favarolo di Lampedusa. Sulla radice del molo si vede già l’ombrellone verde della “delegazione leghista” isolana, pronta ad inveire contro i migranti appena sbarcati dalla nave Ong “dei trafficanti di essere umani” e tutto il resto del consueto repertorio. Una sfilza di luoghi comuni, spesso passibili di interventi per diffamazione che purtroppo non partono mai d’ufficio malgrado elargiti in presenza di pubblici ufficiali, e che probabilmente verranno scagliati a favore di telecamere anche oggi che gli italiani scoprono dall’Onu che il complice dei trafficanti e carnefici libici era proprio lo Stato italiano. Incluso quello rappresentato dai ministeri presieduti fino a pochi giorni addietro da esponenti leghisti.

Le 82 persone ancora adesso a bordo della nave delle Ong SOS Mediterranee e Medici Senza Frontiere pare quindi che sbarcheranno a Lampedusa, con meno giornalisti presenti e senza il “trofeo” arancione della Ocean Viking in porto. Da Lampedusa verranno poi trasferiti in Sicilia e dalla Sicilia dovranno poi viaggiare verso la Germania un quarto di essi e verso la Francia un altro quarto. Logisticamente poco chiaro come e perché il Ministero dell’Interno diretto adesso da Luciana Lamorgese abbia deciso di far dirigere la nave verso sudovest, cioè Lampedusa, invece che farle fare rotta nord-nordest dove avrebbe potuto attraccare comodamente a Pozzallo senza l’intervento della Guardia Costiera e senza gli inutili trasbordi in alto mare. Si tratta comunque del “nuovo corso” che il Governo “Conte bis”, apparentemente moderato rispetto al primo Governo Conte, con la Lega, ma ancora assolutamente allineato all’approccio salvinista. La nave infatti ha atteso otto giorni per l’assegnazione di un porto sicuro che alla fine è giunto dopo che l’Italia ha ottenuto un accordo di redistribuzione dei naufraghi. Stesso criterio di Matteo Salvini, ma con qualche giorno in meno di show sulla pelle delle persone a bordo.

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