Peschereccio con 531 persone e perturbazione alle spalle, salvi a Lampedusa

Dall'enclave libica dei trafficanti di esseri umani, a Zuwara, il peschereccio lungo 25 metri e con 531 persone a bordo è partito in un momento di quiete ma appena qualche ora dopo il soccorso italiano nel Mediterraneo centrale le condizioni meteo sono radicalmente cambiate

Alle 19 di ieri, 4 novembre 2023, Guardia Costiera e Guardia di Finanza hanno intercettato a 37 miglia nautiche sud-sudovest di Lampedusa un peschereccio lungo 25 metri e gremito di persone. Si tratta dell’ultimo maxi barcone salpato dalla Libia ed intercettato in acque internazionali dalle autorità italiane appena in tempo per un evento SAR (Ricerca e Soccorso) che ha permesso ai migranti di giungere sani e salvi in un porto sicuro. A bordo risulteranno 531 persone. Nel caso di un naufragio sarebbe stata una strage di enormi proporzioni.

Il carico di disperazione trafficato in Libia

Il peschereccio era partito dopo la mezzanotte dello stesso sabato 4 novembre dal solito porto libico di Zuwara, quello in cui i trafficanti di esseri umani non temono nulla, neanche le missioni previste dagli accordi con l’Italia. Tra siriani, egiziani, bengalesi e pakistani, principali nazionalità di origine rilevate a bordo, c’erano anche cinque donne e sei ragazzini. Lo sbarco, per tutti, è avvenuto sulla banchina del porto commerciale di Lampedusa poco prima della mezzanotte. Quasi 24 ore di navigazione per un miracolato viaggio della speranza verso le coste dell’Europa.

Scampati ad una perturbazione molto pericolosa

Quando il peschereccio ha lasciato la costa libica, davanti Zuwara si vedeva un’area di meteo pacato, sia in cielo che in mare. Una bolla di quiete tra due correnti d’aria che avrebbero presto cambiato le condizioni meteo marine lungo la rotta del barcone. Il tempestivo intervento delle motovedette italiane in acque internazionali che ha scortato in sicurezza – per 37 miglia (oltre 60 chilometri) – il barcone fino a Lampedusa, ha permesso che i 531 fuggitivi si lasciassero alle spalle una perturbazione che da li a breve avrebbe alzato le onde oltre il metro e fatto soffiare il vento oltre i 35 chilometri orari.

Poco tempo e poco carburante

Se qualcosa fosse andato storto, se il barcone avesse perso la rotta o i soccorritori non lo avessero subito raggiunto, le sorti per le persone a bordo sarebbero potute essere quelle peggiori. Infatti, pare che nel serbatoio del grosso e carico peschereccio fossero rimasti all’incirca gli ultimi cinquecento litri di carburante. Poca cosa per una imbarcazione di questa stazza e così carica, che avrebbe quindi avuto scarsa autonomia in caso di “mancato appuntamento” con l’isola o onde alte da affrontare. E senza carburante, senza poter governare la nave, le condizioni meteo avrebbero fatto il resto. Per questo viaggio, i profughi ed i migranti hanno pagato cifre che variano dai 4.000 ai 7.000 dollari.

Un altro grosso peschereccio nel porto per Lampedusa

All’interno dell’Hotspot di contrada Imbriacola sono 576 i migranti presenti, 45 dei quali già all’interno della struttura all’arrivo del barcone. Per oggi non sono previsti trasferimenti verso altre strutture. In porto invece sono adesso tre i grossi pescherecci sotto sequestro che ingombrano pericolosamente la banchina e che la Protezione Civile dovrà sgomberare mediante “pontone” con gru da far arrivare direttamente dalla costa sud della Sicilia. Le imbarcazioni però sono sotto sequestro e prima di poter autorizzare la rimozione con conseguente smaltimento bisognerà attendere l’approvazione della Procura della Repubblica.

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