Migranti, a Palermo la fiera dello spreco: 146 migranti su nave 1.500 posti

Si è concluso nel pomeriggio il trasbordo dalla nave Alan Kurdi alla Raffaele Rubattino di 146 migranti soccorsi il 6 aprile. La nave, che sosterà in rada a Palermo, è una delle più grandi navi traghetto italiane e può ospitare fino a 998 persone nelle sue 289 cabine. L'armatore ha un contenzioso con lo Stato ed è coinvolto in una inchiesta della Procura di Firenze su finanziamenti sospetti a Open e vertici del M5S

Trasbordo da Alan Kurdi a nave Raffaele Rubattino

di Mauro Seminara

Oggi erano 12 giorni che i 146 migranti soccorsi dalla piccola nave della Ong tedesca Sea Eye si trovano a bordo della Alan Kurdi e nessuno di loro, né membri dell’equipaggio, risulta che avevano manifestati sintomi da sospetto Covid-19. Il trasbordo dalla piccola nave umanitaria alla grossa nave noleggiata dal Governo per la quarantena è stato effettuato nella rada del porto di Palermo, a brevissima distanza dalla costa nei pressi di Acqua dei Corsari. Ai palermitani saranno sembrate le grandi manovre visto lo schieramento di mezzi navali. Riapparsa nave Diciotti per supporto. L’ammiraglia della Guardia Costiera, spiega lo stesso corpo, “ha messo in mare due battelli con a bordo i soccorritori marittimi della Guardia Costiera e personale sanitario C.I.S.O.M.“. Oltre a nave Diciotti c’erano una motovedetta classe 200 ed una classe 300 della Guardia Costiera, una motovedetta della Guardia di Finanza e mezzi di servizio portuali.

La maxi operazione si è svolta nel pomeriggio ed al centro c’erano la Alan Kurdi e la nave Raffaele Rubattino della Compagnia Italiana di Navigazione, già Tirrenia. La Rubattino è una delle navi Ro.ro.-passeggeri più grande d’Italia con le sue 30.700 tonnellate di stazza. Misura 180 metri e dispone di 289 cabine che le permettono di ospitare 998 persone. Può accogliere fino a 1470 passeggeri a bordo e 625 autoveicoli. Un gigante del mare che ha dato spettacolo a Palermo attorniata da motovedette e con la guest star Diciotti nelle vicinanze. Questa è stata la soluzione trovata dal Governo ed annunciata dal ministro dei Trasporti Paola De Micheli. E per mettere in atto il superbo piano d’emergenza è stato effettuato un complesso e dispendioso trasbordo. Sembrava che i 146 naufraghi da portarvi a bordo fossero appena usciti da una centrale nucleare contaminata. Ma non c’era un simile rischio in quel di Palermo.

La nave Aita Mari, della Ong spagnola Salvamento Marittimo Humanitario, sta navigando verso Palermo e si trova adesso al largo della costa trapanese. A bordo ci sono 37 persone che dovrebbero aggiungersi alle 146 trasferite oggi dalla Alan Kurdi alla mastodontica Rubattino. Al momento quindi ci sono meno di 200 persone da mettere in isolamento su una nave da quasi 1.500 posti. Della gestione, assistenziale e sanitaria, se ne occuperà la Croce Rossa italiana che diventa così l’ente gestore di un gigantesco “hotspot da quarantena” galleggiante. La nave stazionerà per tutta la durata della quarantena a circa un miglio dal porto del capoluogo siciliano. Per raggiungere questa soluzione, dalle geniali stanze dei ministeri italiani è stata tirata fuori una convenzione del 2012 con la Tirrenia, oggi Compagnia Italiana di Navigazione. La compagnia però non è esattamente una soluzione economica ed al di sopra di ogni sospetto. Anzi, qualche dubbio lo suggerisce proprio.

Il 9 aprile di questo stesso anno, appena una settimana addietro, il Sole 24 Ore riportava una notizia secondo cui “sul tavolo del Ministero delle Infrastrutture arriva la proposta per dissequestrare i conti correnti di Moby e convertirli in un sequestro conservativo delle navi Tirrenia. La notizia riguarda i conti dissequestrati alla Cin in cambio di garanzia sulle navi. “Però – puntualizzava Il Sole 24 Ore già nel titolo – già in pegno a banche e obbligazionisti“. Per il caso, Carlo Festa, per il Sole 24 Ore, scriveva: “Dopo «conference call» tra i commissari di Tirrenia, i vertici di Tirrenia Cin-Moby (presente Achille, figlio di Vincenzo Onorato), la ministra delle infrastrutture e dei trasporti Paola De Micheli e il ministro dello sviluppo economico Stefano Patuanelli, la famiglia di armatori ha sollevato la questione dell’impossibilità di rifornirsi di carburante con i conti bloccati. È quindi stato raggiunto un accordo che permette di far ripartire tutte le tratte passeggeri e merci previste dalla Convenzione sulla continuità territoriale.

La mastodontica Raffaele Rubattino che al momento è stata ingaggiata per far trascorre l’isolamento a bordo a meno di 200 persone – a meno che il Governo Conte bis non intenda creare un gigantesco lager galleggiante – è stata quindi noleggiata, in virtù di una datata convenzione, scegliendo la Top gamma, dallo stesso armatore Onorato che oltre ad essere rimasto impegnato in un acquisto dallo Stato della Tirrenia che lo aveva strozzato fino al sequestro dei conti risulta reperibile anche su altre scene con diversi motivi di attenzione. Questa volta è sul Fatto Quotidiano che si trova un’ampia pagina sul caso. Vincenzo Onorato, l’armatore, avrebbe fatto scattare i campanelli d’allarme dell’Unità antiriciclaggio di Bankitalia, e poi della Guardia di Finanza, per denaro versato alla società che gestisce il blog di Beppe Grillo e alla Casaleggio associati. Il 22 dicembre del 2019 il Fatto Quotidiano scriveva che Onorato aveva finanziato Open (la fondazione di Matteo Renzi) con 50mila euro ed i vertici del Movimento 5 Stelle con 120mila.

Onorato avrà senz’altro modo di spiegare trasparenza ed innocenza alla Procura di Firenze che si sta occupando delle presunte operazioni di finanziamento inizialmente ricostruite dai quotidiani Corriere della Sera, la Stampa e il Messaggero, ma nel frattempo non potrà negare che la decisione del Governo – con capofila la ministra Paola De Micheli – di noleggiare una nave da 180 metri per far trascorrere l’isolamento di 14 giorni al largo di Palermo a meno di 200 migranti irregolari mentre sulle coste della Sicilia i migranti arrivano in autonomia, quantomeno bizzarra potrebbe anche apparire. A dipanare ogni dubbio sarà la documentazione che riguarda il noleggio della nave e se questa è una spesa attiva messa in bilancio dal Ministero dei Trasporti e Infrastrutture oppure un recupero in rivalsa su una società che deve decine di milioni di euro allo Stato. Nel frattempo resta che è stato delegato il Dipartimento di Protezione Civile che a sua volta ha conferito l’incarico alla Croce Rossa italiana per gestire – al momento – meno di 200 persone su una nave da oltre 30mila tonnellate con necessità di assistenza ma anche sicurezza, equipaggio, servizi per il vitto e per l’alloggio e tutto il resto; carburante incluso. Eppure, come le navi sono ferme in pieno lockdown anche gli hotel sono chiusi. Ma forse costavano troppo poco.

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