Scontri tra esercito siriano e forze turche al confine

L'esercito di Bashar al Assad si è scontrato oggi con l'esercito di Recep Tayyip Erdogan durante uno sconfinamento turco in Siria. Teatro dello scontro è stata la città di Ras al Ain ed i siriani hanno costretto i turchi ad arretrare. Erdogan sostiene che l'YPG non abbia lasciato i 30 Km concordati ed annuncia nuovi attacchi transfrontalieri nella regione nord della Siria coperta adesso dalle truppe di Assad

Credits: Hurriyet Daily News

La notizia è stata fornita ai media del Medio Oriente dal Governo della Siria, secondo cui al confine nord ci sarebbe stato uno scontro a fuoco tra l’esercito governativo di Damasco e quello della Turchia. Il conflitto ha fatto arretrare le forze militari inviate dal presidente turco Recep Tayyip Erdogan, ma da Ankara è subito partita – in replica – la notizia che la Turchia si riserva di lanciare un’altra offensiva transfrontaliera contro la milizia curda dell’YPG. Un accordo ottenuto da Vladimir Putin, dopo il malriuscito accordo statunitense, prevedeva l’arretramento assistito dalla Russia dei curdi appartenenti all’YPG (la milizia curda “Unità di Protezione Popolare”) di 30 chilometri dal confine. Erdogan ha però comunicato al suo partito di avere informazioni dalla Difesa su un ritiro dell’YPG incompleto o solo apparente, mettendo quindi in dubbio le rassicurazioni russe di ieri sul completamento dell’operazione. Oggi quindi si è verificato un ulteriore sconfinamento da parte della Turchia in territorio siriano e la conseguente controffensiva dell’esercito di Assad.

Secondo l’agenzia internazionale Reuters, che in assenza di dettagli sullo scontro a fuoco di oggi ha contattato fonti sul campo, scontri analoghi a quello di oggi si erano già verificati nei giorni scorsi. Il teatro di battaglia tra forze armate turche e siriane è sempre quello della città di Ras al Ain. La Siria non era mai riuscita a coprire militarmente questa regione nel corso degli otto anni di guerra. I terroristi che venivano respinti così a nord trovavano però la resistenza curda mentre le forze dell’esercito di Bashar al Assad combattevano per la liberazione delle città a sud. La fine della devastante guerra, conclusasi con la vittoria della Siria su terroristi e loro alleati grazie al contributo russo, ha adesso permesso al presidente siriano di spostare un contingente a nord per difendere il confine con la Turchia.

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