Ridate alla nave bianca la sua missione

La nave della Guardia Costiera rimane ferma nel porto di Catania malgrado la reiterata richiesta di autorizzazione allo sbarco del Comando generale delle Capitanerie di Porto e del MRCC al Viminale

Sembra una poesia, ma è il grido di una cronaca mortificante che riguarda la nave della Guardia Costiera bloccata nel porto di Catania. A scriverlo, e pubblicarlo sul proprio profilo social, è l’ammiraglio Vittorio Alessandro. Lo stesso che per anni ha avuto la responsabilità della comunicazione ufficiale della Guardia Costiera italiana e che, nel corso dell’intervista pubblicata martedì, ha manifestato solidarietà anche per chi adesso si trova in grave difficoltà nel ricoprire il ruolo che un tempo era stato fieramente suo.

La storia e la letteratura raccontano di navi senza vento, rimaste per giorni in preda alla bonaccia e alle febbri.
Noi siamo i tristi testimoni di una nave bianca, una di quelle che portano salvezza, ridotta a penitenziario e sentiamo gente gridare: “affondiamola”.
Siamo i testimoni di un soccorso interminabile, il più inutilmente lungo che io sappia.
Ma non si limita mai la libertà di persone senza colpa, meno che mai su una nave che porta salvezza.
Che non rimangano, dunque, in banchina quei 150 naufraghi, e che non li si faccia ripartire per mare, sarebbe una maledizione.
Ridate alla nave bianca la sua missione e dignità a ufficiali e marinai che così non sarebbero trattati neppure in un porto nemico, ridate la libertà alle persone senza colpa.

Vittorio Alessandro

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