No agli accordi criminali in Libia

Raduno organizzato dal CISPM Italia dal titolo "No schiavitù & No Accordi criminali in Libia" per manifestare venerdì davanti l'Ambasciata della Libia contro gli accordi dell'Italia con il Paese nordafricano

La società civile, almeno una parte di essa, pare non intenda prestare il fianco alle politiche adottate dall’Italia in materia di flussi migratori. In certi casi l’indignazione esce fuori dai social per radunarsi in carne ed ossa nei luoghi designati per manifestazioni di protesta. È il caso del raduno proposto per questo venerdì da “CISPM Italia – Coalizione Internazionale Sans-Papiers e Migranti” con cui si anticipa, con l’hashtag #verso16DicembreRoma, il più consistente evento previsto appunto per il giorno 16 del prossimo mese. Data che coincide con l’ultimo giorno dell’accordo di Skhirat, in Marocco, siglato tra le principali fazioni rivali libiche il 16 dicembre 2015 sotto l’egida delle Nazioni Unite e che sembra adesso nessuno voglia prorogare o finalizzare con democratiche elezioni. Da qui al 16 dicembre però gli attivisti non intendono stare con le mano in mano mentre in Libia si continuano a consumare crimini contro l’umanità di cui l’Italia si renderebbe complice con gli accordi di contenimento dei flussi migratori.

L’appello lanciato dal CISPM Italia punta dritto il dito su questi accordi: “Cominciamo a dire che quanto sta accadendo in Libia, nonostante il tentativo di distoglierci e distrarci, è la conseguenza innanzitutto delle politiche e degli accordi firmati in questi anni. Accordi, non ultimo quello sventolato da parte del Ministro degli interni italiano Marco Minniti in territorio libico, che si inseriscono nel contesto di atavico saccheggio delle risorse naturali sul continente africano. La schiavitù di cui si parla in questi giorni in riferimento alla Libia è un fenomeno diffuso sia in Africa che in Italia con vecchie e nuove forme di schiavitù. Ne sono esempi la schiavitù nei confronti dei neri in alcuni paesi africani, in Italia la cosiddetta moderna schiavitù nelle campagne attraverso i braccianti nella filiera agroalimentare, nonché i facchini nella filiera della logistica.” Con il titolo-slogan di “No schiavitù & No Accordi criminali in Libia”, il CISPM Italia invita tutti alla manifestazione che si terrà davanti l’Ambasciata della Libia in Italia, in Via Nomentana 365 a Roma, per dire No senza Se e senza Ma a questi accordi e a ogni forma di schiavitù in Libia e in ogni parte del mondo. Il raduno è previsto per le 15:30 e la manifestazione dovrebbe concludersi alle 17. Un assaggino dell’evento che si svolgerà il 16 dicembre e che pare tragga origine nel servizio della CNN sugli schiavi venduti in Libia. Una accelerazione quindi, come si evince anche da parte della motivazione pubblicata sulla pagina Facebook del CISPM Italia e sulla pagina dedicata all’evento: “Oggi l’Italia insieme all’Ue e all’Unione Africana non possono non sentirsi responsabili dei crimini in corso, con la vendita di esseri umani insieme alla morte di migliaia di persone nel Mare Mediterraneo e nel deserto.”

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