Le ‘ndrine e gli appalti della Difesa in Sicilia

La denuncia è di Azione Identitaria Calabria e si riferisce alla nuova stazione di comunicazione balistica di Sigonella in Sicilia. Secondo AIC il punto di partenza sarebbe il Comune di Lamezia Terme sciolto per infiltrazione mafiosa e del quale sindaco e vicesindaco erano avvocati di esponenti mafiosi

In copertina un apparato JTAGS ( Joint Tactical Ground Station)

Articolo aggiornato il 28 dicembre 2017 con la replica della ditta D’Auria

Lancio di un missile intercettore

“Nel 2016 il governo italiano, con presidente del consiglio Matteo Renzi e ministro della Difesa Roberta Pinotti, tuttora in carica, nel modo più surrettizio possibile e senza informare il Parlamento e quindi tutto il popolo italiano, ha approvato, nella base militare di Sigonella in Sicilia, la costruzione di una grande stazione di ricezione e trasmissione per l’identificazione dei lanci di missili balistici con testate nucleari, che è nell’imminenza di entrare in funzione, chiamata JTAGS (Joint Tactical Ground Station, ndr). La JTAGS dovrebbe fungere, secondo la Nato, da Scudo difensivo e protettivo ma in realtà non è così”. Questo l’esordio della nota stampa di Azione Identitaria Calabria che pone l’attenzione su una questione molto delicata e poco conosciuta. La correlazione tra gli attivisti calabresi e il grande progetto militare realizzato in Sicilia si palesa dietro le quinte del JTAGS come spiegato dal comunicato di Azione Identitaria Calabria: “La cosa più aberrante in tutto questo è che i lavori di costruzione per questa stazione sono stati affidati dal governo italiano e dal Dipartimento di Us Navy alla ditta D’Auria Srl di Lamezia Terme per un importo complessivo di €1.776.232. La stessa ditta nel luglio scorso è stata attenzionata dalla DDA di Reggio Calabria nell’ambito dell’operazione ‘Mandamento Jonico’ per l’infiltrazione della ‘ndrangheta riguardo i lavori inerenti ad impianti fognari e depuratori nei comuni di Gerace e Siderno. Il titolare della ditta D’Auria è accusato di truffa aggravata dalla modalità mafiosa”.

La ministra Roberta Pinotti

Il comunicato stampa chiude con le richieste rivolte alla ministra Roberta Pinotti di relazione in Parlamento su quanto approvato e di conseguenti dimissioni. Ma la battaglia calabrese di Azione Identitaria su Lamezia Terme non si limita agli interessi della ditta D’Auria. La sezione calabrese di Azione Identitaria chiede infatti che la Legge relativa agli scioglimenti per condizionamenti mafiosi dei Consigli comunali venga rivista ed aggiornata alla luce delle condizioni di alcuni comuni calabresi tra i quali appunto quello di Lamezia Terme. “Per quanto riguarda il recentissimo scioglimento – si legge in altra nota di Azione Identitaria Calabria – del Consiglio comunale di Lamezia Terme, nella relazione del Ministro Minniti si fa cenno al fatto che il sindaco ed il vice-sindaco siano gli avvocati difensori di esponenti delle cosche mafiose, quelle stesse cosche mafiose che hanno sostenuto e procacciato voti per alcuni eletti in quel civico consesso sciolto lo scorso 24 novembre per infiltrazioni mafiose”. La deduzione logica degli attivisti di destra calabresi è di fatto semplice e potrebbe rappresentare una iniziativa parlamentare di non poco conto, capace anche di intervenire a più ampio raggio sul duplice ruolo che spesso occupano gli avvocati impegnati in politica senza aver realmente sospeso la propria attività negli studi legali: “In virtù della relazione del Ministro dell’Interno riguardo allo scioglimento del Comune di Lamezia Terme, si potrebbe già da subito vietare candidature di legali penalisti che difendono cosche mafiose (nel caso specifico di Lamezia era ‘morte annunciata’ e si sarebbe potuta evitare la figura del ‘cane che si morde la coda’ da parte dello Stato), purtroppo in una regione come la Calabria sono tanti coloro i quali svolgono o hanno svolto tali attività ed hanno occupato ed occupano ancora posti di rilievo nelle istituzioni, ed introdurre nel nostro ordinamento la Legge Lazzati, sponsorizzata e portata avanti da anni dall’emerito giudice Romano De Grazia, che vieta ai sorvegliati speciali la propaganda elettorale.”

Lamezia Terme

Igor Colombo, Coordinatore regionale di Azione Identitaria Calabria, al riguardo dichiara: “Io sono stato il primo, seguito poi a stretto giro di boa dal Movimento Cinque Stelle, a chiedere, nell’imminenza dell’operazione Crisalide, l’invio della Commissione d’accesso al Comune di Lamezia Terme per far luce e chiarezza su quanto era accaduto e ricordo, anche in tempi non sospetti, di aver suggerito pubblicamente all’allora candidato sindaco del centrodestra, Avv. Paolo Mascaro, il ritiro della lista del Cdu dalla competizione elettorale del 31 maggio 2015 a Lamezia Terme a seguito dell’arresto del candidato coinvolto nell’operazione denominata ‘Columbus’, che proprio mercoledì scorso è stato condannato a 18 anni in primo grado.” In Calabria sono stati disposti cinque scioglimenti per altrettanti comuni. Un dato allarmante che evidenzia la contiguità e la collusione delle istituzioni con apparati mafiosi. Gli effetti e le situazioni che si verificano con una certa regolarità, in molti casi non consentono lo sviluppo delle comunità dove il condizionamento causato dalla mafia impedisce il corretto funzionamento dell’ordinamento sociale ed impedisce la giusta assegnazione di pubblici appalti penalizzando la società civile estranea alla rete mafiosa.

La ditta D’Auria ovviamente non ci sta a subire simili accuse, come la definizione di “ditta calabrese in odor di Mafia” che da accusa di Azione Identitaria Calabria qualche testata avrebbe riportato, e al riguardo ha inviato una nota di precisazione con diffida rivolta alla stessa Azione Identitaria Calabria ed a quanti ne hanno dato eco: “Poiché simile affermazione, oltre che diffamatoria e gratuitamente offensiva, è destituita di fondamento, con la presente, si diffida dal persistere in condotte (a questo punto) illegittime, usando impropriamente il mezzo della stampa, senza il preventivo controllo del dato che viene pubblicato.” La ditta D’Auria, a cui dobbiamo diritto di replica, puntualizza la condizione dell’appalto a cui si fa riferimento nel comunicato di Azione Identitaria Calabria e sullo stato di assoluta trasparenza della ditta stessa, mai raggiunta da notifiche di indagini, come asserito da nota stampa di Azione Identitaria letteralmente e tra virgolette replicata nello specifico passaggio. La ditta calabrese spiega infatti che: “Non avendo, tra l’altro, mai ricevuto notifiche relative ad indagini pendenti a nostro carico, possiamo, soltanto, in questa sede, limitarci ad evidenziare che in ordine a quei lavori di cui si fa cenno in quell’articolo, vi sono stati controlli giurisdizionali che hanno legittimato l’aggiudicazione della gara e riconosciuto l’esistenza dei titoli funzionali all’aggiudicazione della stessa.”

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