Centrale nucleare russa in Egitto

Putin annuncia il ritiro delle truppe russe dalla Siria e poi vola in Egitto per firmare il via della prima centrale nucleare egiziana realizzata e finanziata dal Cremlino. La centrale nucleare a Dabaa sul Mediterraneo

L’aereo di Vladimir Putin è atterrato al Cairo per l’incontro programmato con il presidente egiziano Abdel Fatah Al Sisi. Prima che il volo di Stato russo raggiungesse l’Egitto, intorno alle 11, pare abbia fatto una sosta in Siria per un incontro con il presidente siriano Bashar al-Assad e dal Paese da poco liberato dal terrorismo dello Stato Islamico, avrebbe ufficializzato l’ordine di ritiro delle truppe russe. Il contributo militare del Cremlino è stato indispensabile per riprendere il controllo della Siria e ricondurlo sotto la gestione delle Forze governative. Pochi giorni addietro era stato reso noto che adesso la Siria ha ritrovato il proprio equilibrio con la cacciata dei terroristi sconfitti anche a Raqqa e Deir Ezzor. La tappa di damasco era solo un antipasto per il viaggio all’estero di Putin che si è recato in Egitto, per la seconda volta nel corso di quest’anno, dove a riceverlo c’è stato Al-Sisi. Sul tavolo dei due leader molti temi ed alcuni documenti pronti per la firma: i contratti per il via alla produzione di energia nucleare con la prima centrale atomica egiziana progettata, finanziata e costruita dalla Russia. La produzione di energia nucleare ha la propria sede a Dabaa, sul litorale Mediterraneo ad ovest di Alessandria, non lontano dal Cairo.

“In aggiunta alla cooperazione nel campo dell’energia e alle consultazioni su varie questioni regionali e dossier di comune interesse”, recitava la nota stampa ufficiale che anticipava l’incontro tra Putin ed Al-Sisi. “I due presidenti terranno colloqui – spiegava ancora la nota stampa – sui modi per far avanzare ulteriormente il quadro della cooperazione bilaterale in varie aree, in particolare quella politica, economica e delle relazioni commerciali”. La minaccia russa sembrerebbe più concreta che mai, ma non certo per le fake news o le accusate ingerenze nella vita politica straniera mediante l’uso di social media per il condizionamento delle masse. In questo momento storico la Russia pare ne abbia scarso bisogno, visto che il condizionamento lo ha ottenuto con pratiche politico-diplomatiche che hanno reso inconfutabili capovolgimenti nei rapporti tra il Cremlino ed alcuni Paesi strategici dell’area Medio Orientale e Mediterranea. La Turchia di Erdogan, la Siria di Assad ed adesso anche l’Egitto di Al-Sisi a cui la Russia sta consentendo una rivoluzione energetica che ne rafforzerà l’economia e l’influenza nell’area mediorientale del Mediterraneo e nella regione nordafricana. I rapporti tra la Russia e l’Egitto sono da considerare prodromici ad attività diplomatiche internazionali che interesseranno in modo sostanziale anche la Libia.

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