Il “Deficit di Natura”

di Maria Leduisi

di Maria Leduisi

L’Istituto Superiore di Sanità ha recentemente offerto sulla piattaforma www.eduiss.it il corso “Natura è Benessere (NéB): dalla parte dei bambini. Il corso, rivolto a tutte le professioni sanitarie, è stato realizzato nell’ambito del progetto “Ambiente, clima e promozione della salute dei bambini” finanziato e coordinato dal Ministero della Salute.I partners del progetto oltre all’Istituto Superiore di Sanità sono il Consorzio Universitario per la Ricerca Socioeconomica e per l’ Ambiente (CURSA) e il Dipartimento di Epidemiologia regionale del Lazio (DEP).

Governi, Istituzioni, Enti e organizzazione pubbliche e private di tutto il mondo, infatti, manifestano interesse verso i danni provocati soprattutto in età pediatrica da stili di vita troppo “lontani” dai molteplici benefici del rapporto con la Natura e, di contro, troppo “vicini” a diverse forme di inquinamento ambientale urbano, a situazioni di disagio sociale e alla minaccia sempre più invasiva delle tecnologie informatiche.

La salute dei bambini è intrinsecamente legata all’ambiente. Biodiversità, fattori climatici, assenza o presenza di zone verdi e blu nei centri urbani, attività motoria, esposizione in termini di ore alle tecnologie informatiche, influenzano la salute ed il benessere. Gli studi dimostrano una correlazione tra ambiente e genoma umano. Il genoma è costituito dal DNA e rappresenta l‘insieme di tutti i geni del nostro organismo e di tutti i componenti che ne regolano l’espressione. Il genoma dei bambini è molto plastico e l‘interazione con fattori ambientali negativi può modificare la regolazione dell’espressione genica.

Nella nostra società le nuove generazioni crescono a una distanza sempre maggiore dalla natura.

I nostri bambini non giocano più per strada, all’aperto. Frequentano la scuola, eseguono i compiti a casa, seguono, se va bene, il corso di musica, danza o altro sport e poi, purtroppo, trascorrono molte ore davanti la TV o i tablet. Medici e psicologi mettono in guardia periodicamente da un’eccessiva esposizione dei nostri figli a videogiochi, TV e computer.

Forse sottovalutiamo il problema, sicuramente siamo poco informati e non ci rendiamo conto del perché la natura è così importante per la salute umana, soprattutto per quella dei bambini.

Numerose prove scientifiche mostrano però l’esistenza di un disordine da “deficit di natura”, termine introdotto per evidenziare i costi umani di alienazione dalla Natura, tra cui la riduzione dell‘uso dei sensi, le difficoltà nell‘attenzione e livelli elevati di malattie fisiche ed emotive dall’autore e giornalista Richard Louv, autore di molti libri fra i quali spicca per importanza sull’argomento “Last child in the Woods” (“L’ultimo bambino nei boschi”).

Il disordine da deficit di natura è una condizione in cui si ritrovano sempre più bambini e che riguarda sia aspetti fisici che psichici. Tra i fattori fisici si riscontrano obesità, carenza di vitamina D e indebolimento della struttura fisica; tra quelli psichici ansia, depressione, ADHD (Disturbo da deficit dell’attenzione e iperattività), riduzione della capacità di gestire le emozioni e diminuzione delle capacità di valutare e fronteggiare i rischi.

Vanno poi valutati tutti gli effetti anche indiretti di una sovraesposizione alle tecnologie informatiche. I numeri, anche in Italia, sono allarmanti. I bambini e gli adolescenti che passano molte ore davanti lo schermo, assumono posture sbagliate e sforzano la vista (numerose ricerche dimostrano una correlazione tra stile di vita e insorgenza e stato di avanzamento della miopia), si alimentano in maniera scorretta e tendono a diventare obesi (secondo le statistiche, negli ultimi dieci anni il numero di bambini e adolescenti obesi è raddoppiato, mentre l’attività fisica fatta è in calo), sono scontrosi e talvolta aggressivi, infine riducono la possibilità di avere contatti sociali.

Negli ultimi decenni molte ricerche scientifiche hanno dimostrato che le attività in natura determinano benefici a tutte le età. L’attività all’aria aperta ed il contatto con la natura possono aiutare a riposare, ridurre lo stress, migliorare l’umore e l’autostima oltre che  garantire una significativa interazione sociale.

Sono state identificate delle aree di benefici provenienti da un maggiore contatto con la natura e che riguardano la salute, l’educazione , la comunità e l’ambiente. In particolare, per quanto riguarda i benefici alla comunità, orientare i bambini ad avere un maggiore contatto con la natura significa anche aiutarli a sviluppare un maggiore senso di appartenenza ad un luogo di cui prendersi cura. Le esperienze all‘aperto e la cura dei luoghi naturali possono contribuire a far crescere comunità più inclusive, sostenibili e resilienti.

Come si devono comportare genitori, educatori e tutti gli altri attori coinvolti?

E’ sicuramente nostro compito non allevare una nuova generazione di bambini automatizzati.

E’ importantissimo quindi promuovere stili di vita maggiormente a contatto con la natura, i suoi cicli e il suo equilibrio. Sebbene la nostra società sia frustrata per via di ritmi frenetici e preoccupazioni legate a fattori sociali ed economici, sarebbe opportuno facilitare l’accesso a tutte quelle attività che possono migliorare lo stile di vita, orientando i bambini a frequentare spazi verdi e blu e limitando la loro esposizione alle tecnologie.

Camminare all’aria aperta, esplorare sentieri nei boschi, coltivare orti, nuotare e conoscere il mare sono attività che garantiscono il benessere dei bambini, facilitano la loro resilienza alle malattie, il loro sviluppo psicoattitudinale  e neuro cognitivo e contrastano le nuove dipendenze da tecnologie informatiche.

Anche le autorità cittadine dovrebbero fare la loro parte, assumendo posizioni che favoriscano l’esistenza e la fruizione di zone verdi e orientando le scelte politiche verso la protezione dell’ecosistema e la biodiversità. Uno dei documenti che a livello internazionale viene preso come riferimento è il Piano strategico per la biodiversità 2011-2020. Vi sono poi varie campagne internazionali e nazionali, networks e progetti come Children&Nature e, in Italia, Equilibri Naturali.

Stare dalla parte dei bambini significa sostanzialmente, al di là di proclami effimeri, assumerci la responsabilità di restituire loro quello che abbiamo contribuito a deturpare: un ambiente salutare e uno stile di vita che abbia rispetto del loro diritto a riconciliarsi con la natura.

Immaginate una nuova medicina che possa rendere più attivi e sani e che possa ridurre il rischio di contrarre il cancro, patologie cardiache e diabete, che migliori l‘apprendimento attraverso aule all’aria aperta, che riesca a coinvolgere i giovani e che possa produrre acqua e aria pulita laddove le nostre città abbracciano la natura.

Questa vincerebbe il premio Nobel! Non è una medicina, è un parco. Qualsiasi escursione in un Parco ben gestito può avere, infatti, questi effetti benefici.

Questo mondo è alla nostra portata. Abbiamo le risorse naturali e umane per farlo. La sfida è riconnettere le persone alla natura”.

(Dichiarazione finale del congresso “Healthy parks, Healthy people central” , Melbourne, 2010)

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