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Migranti, EuroMed Rights: “Al vertice Ue-Turchia diritti assenti”

di Alessandra Fabbretti

“Nei colloqui di ieri tra i leader europei e il presidente turco Erdogan non è stato mai affrontato il tema dei diritti umani, né rispetto all’annosa situazione di sovraffollamento e stallo che vivono i profughi sulle isole greche, né riguardo le violazioni dei diritti a cui abbiamo assistito negli ultimi giorni al confine greco-turco. Ieri si è parlato solo dell’Accordo del 2016 e del budget da allocare alla Turchia per la gestione delle frontiere. Ma dal 18 marzo del 2016, quando Bruxelles e Ankara hanno siglato quell’accordo, la situazione per i migranti è cambiata, e in peggio, e migliaia di persone non possono continuare ad essere usate come moneta di scambio nelle relazioni tra Unione europea e Turchia, alla luce del conflitto siriano e al più generale contesto geopolitico”. Lo ha dichiarato all’agenzia Dire Sara Prestianni, responsabile del Programma migrazione e asilo di EuroMed Rights, Ong impegnata nel monitoraggio dei diritti umani nella regione euromediterranea, attiva dal 1997 anche nel promuovere il dialogo e la cooperazione tra gli attori delle due sponde.

Nella serata di ieri, il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha incontrato a Bruxelles la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, e il presidente del Consiglio, Charles Michel. Il vertice si è reso necessario dopo la decisione di Ankara di aprire le frontiere europee ai profughi, venendo meno all’accordo da 3 miliardi di euro siglato con l’Ue nel 2016 che gli affidava il compito di bloccare l’avanzata dei profughi irregolari in area Schengen. Da fine febbraio, migliaia di migranti e richiedenti asilo si sono diretti dalla Turchia verso il territorio greco, con denunce di violazioni gravi da parte della polizia di frontiera e della Guardia costiera ellenica, decisi a respingere i profughi verso il territorio turco. Atene dall’1 marzo ha anche dichiarato la sospensione per un mese del diritto d’asilo.

“La Grecia sta negando dei diritti fondamentali – prosegue Prestianni – tra cui il diritto d’asilo, un impegno assunto tramite vari trattati internazionali. Anche i respingimenti sono violazioni di accordi siglati da Atene ma anche dagli stati membri Ue, per questo i leader europei ieri avrebbero dovuto cogliere l’occasione per sottolineare che i governi non possono agire in deroga a quegli impegni”. A quattro anni dall’Accordo “che già denunciavamo all’epoca” e con una situazione umanitaria “totalmente deteriorata”, Prestianni osserva che la Commissione “ha proposto di allocare 700 milioni di euro che però saranno usati per rafforzare i rimpatri, il controllo delle frontiere e le attività dell’Agenzia Frontex. Atene poi propone di portare da 12 a 40 chilometri la barriera lungo la frontiera. Ma un simile approccio securitario – ribadisce la responsabile – va ribaltato. Bisogna investire sui diritti fondamentali e nella capacità di accoglienza, sbloccando finalmente la situazione sulle isole dell’Egeo. Solo a Moira per esempio, il campo ospita un numero di persone che supera di nove volte la sua capacità. A centinaia di persone e famiglie – ha concluso Prestianni – va finalmente permesso di muoversi”.

Agenzia DIRE

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