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Sea Watch, si sequestra ma non si ispeziona: multa ai parlamentari

Sea Watch 3 il 26 gen 2019 fotografata dalla parlamentare Stefania Prestigiacomo

Aveva fatto discutere, il 27 gennaio, forse più che la visita a bordo della nave Sea Watch 3 – obbligata in rada a Siracusa senza un porto di sbarco – da parte di tre parlamentari italiani, il fatto che insieme ai due onorevoli di sinistra c’era l’ex ministra Stefania Prestigiacomo di Forza Italia. La onorevole di centrodestra pilotò il gommone con cui, insieme a Riccardo Magi, di +Europa, e Nicola Fratoianni di Sinistra Italiana, condusse una ispezione a bordo della nave della Ong tedesca che era stata negata il giorno precedente. Intorno alla nave, che aveva a bordo 47 profughi soccorsi il 19 gennaio nel Mediterraneo centrale, c’era una interdizione di navigabilità.

Nessuno poteva avvicinarsi alla nave a cui era stato offerto un riparo in rada per la burrasca con venti da 100 chilometri orari ma non un porto. Un’ordinanza marittima da quarantena per gravi pericoli virali a bordo. Anche i tre parlamentari della Repubblica non poterono esercitare le proprie prerogative salendo a bordo della Sea Watch 3, comunque in acque territoriali, per verificare le condizioni a bordo. La Capitaneria di Porto locale aveva negato a Prestigiacomo, Magi e Fratoianni l’accompagnamento a bordo. Questi si erano quindi organizzati di propria iniziativa con uno scafo condotto da Prestigiacomo e per questo, si è appreso ieri, sono stati multati con una sanzione da duemila euro.

La vicenda della Sea Watch 3, poi autorizzata all’approdo nel porto di Catania – e non della vicina Augusta o Siracusa – il 31 gennaio, dopo dodici giorni dall’intervento SAR, è al centro dell’indagine che vede indagati il ministro dell’Interno e vicepremier Matteo Salvini, il presidente del Consiglio dei ministri Giuseppe Conte, il ministro dei Trasporti Danilo Toninelli ed il pluriministro e vicepremier Luigi Di Maio. Sul caso si era attivata la Procura della Repubblica di Roma, delegando la raccolta istruttoria alla Guardia Costiera, ed aveva concluso il proprio lavoro con la trasmissione delle conclusioni investigative alla Procura di Siracusa – per la competenza territoriale – ravvisando una ipotesi di sequestro di persona finalizzato alla coazione, analogo al caso della nave Diciotti della Guardia Costiera. Da Siracusa, viste le cariche pubbliche dei soggetti indagati per l’ipotesi di reato, il fascicolo è quindi passato al Tribunale dei ministri di Catania che, oltre ad essere competente territorialmente per la Sicilia orientale di cui Siracusa fa parte, aveva già richiesto l’autorizzazione al rinvio a giudizio del ministro Salvini per il caso Diciotti.

La sanzione ai tre parlamentari, che Riccardo Magi definisce “una contestazione infondata e pretestuosa” e Nicola Fratoianni la classifica per “reato di umanità”, sarebbe motivata principalmente dal fatto che non era stato autorizzato l’accesso a bordo della Sea Watch 3. “Mentre Salvini si protegge con ombrello politico da accuse penali gravi, mi arriva dalla GC Siracusa una multa per illecito amministrativo per essere salito su #SeaWatch prima della ‘libera pratica’: infondata. Ricorso sarà occasione per accertare abusi e omissioni autorità”, promette su Twitter il parlamentare di +Europa. I parlamentari Fratoianni, Prestigiacomo e Magi, secondo la causale della sanzione, salivano a bordo della Sea Watch 3 “prima della concessione della libera pratica da parte dell’ufficio di sanità marittima territorialmente competente”.

La visita a bordo della Sea Watch 3 era però stata negata ai tre parlamentari che alla fine avevano fatto di proprio per aggirare l’ostacolo al pronto esercizio delle loro prerogative da parlamentari della Repubblica italiana. Il giorno successivo, con consueto ritardo e senza quindi unirsi al team multipartito del 27 gennaio, a bordo della Sea Watch 3 sono saliti anche gli esponenti del Partito Democratico Maurizio Martina, al tempo segretario di partito, ed il presidente dello stesso PD Matteo Orfini. Non risultano sanzioni, al momento, per gli esponenti dem.

Redazione:
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