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Medyka (Ucraina), Alex “volontario” dal South West England

Alex, un volontario inglese che si prepara ad entrare in Ucraina (Ph Alessio Tricani)

La città di polacca di Medyka è crocevia ovest del transito in ingresso oltre che in uscita dall’Ucraina. Qui stazionano i profughi ucraini in attesa di pullman e treni per allontanarsi dalla guerra e qui fanno tappa giornalisti ma anche volontari con poco chiare intenzioni una volta sulla scena dei combattimenti. Alex F. viene da Somerset, nel South West England, e sta varcando il confine a Medyka per recarsi in Ucraina come volontario in aiuto dei cittadini ucraini contro i militari russi. Dotazione forse da mercenario professionista, Alex è uno dei tanti europei che stanno rispondendo all’appello del presidente ucraino Zelensky per armarsi e combattere. Tra la dotazione dei volontari che come Alex hanno fatto tappa a Medyka si vedono ricetrasmittenti, pugnali ed armi non ben definite oltre a voluminosi zaini con la pezzatura mimetica.

Alessio Tricani: Videoreporter, classe 82, ha studiato economia aziendale presso l’università di Catania. Formandosi sulla piattaforma tecnologica NATO-JADL su campi specifici dei Paesi in conflitto, si avvicina al mondo del giornalismo nel 2011 durante un progetto universitario nella terra dei faraoni al Il Cairo, in Egitto, documentando l’anniversario della "Primavera araba" che condusse alla caduta di Hosni Mubarak. Con un campo d’interesse definito sulle tematiche internazionali, nel 2014 parte freelance embedded per il sud del Libano ed il Kurdistan iracheno, contribuendo per un breve periodo anche alla rivista tematica Combat Arms oltre a qualche pubblicazione su Panorama TV. La crisi migratoria nel Mediterraneo lo porta a collaborare dal 2015 con alcune tra le più importanti agenzie giornalistiche internazionali quali Agence France-Presse e Associated Press. Dal 2018 è video stringer per l’agenzia di stampa italiana Local Team ed inizia a coprire anche altre tematiche ed eventi. Nel 2017, in una serata invernale fredda e piovosa di Lampedusa, decide di supportare e collaborare al progetto Mediterraneo Cronaca, convinto che la testata possa diventare un faro di riferimento su ciò che accade nel mare nostrum.
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