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Una guerra senza nemici

di Vittorio Alessandro

Cerco un aggettivo che valga a descrivere lo stato d’animo procurato dalle macerie di un ponteggio e di un cornicione di una palazzina liberty crollati, ad Agrigento, nella piazza dove sempre giocano i bambini. Quello che mi viene in mente è “straziante”. È straziante, infatti, immaginare le conseguenze che avrebbero corso quei bambini, e gli operai sul ponteggio, se il crollo, piuttosto che alle quattro del mattino, si fosse verificato qualche ora prima, o dopo. È straziante l’abitudine alla sciatteria, al rattoppo, all’idea che il brutto non sia anche pericoloso.

Le macerie, ancora lì, fanno pensare a Beirut: ma Beirut aveva un nemico e, soprattutto, la meravigliosa capacità di ricostruire immediatamente, e più volte, ciò che le bombe avevano distrutto. Qui, invece, nemici di noi stessi, saremmo capaci di tenerci le macerie a vita, portando dentro il segno della distruzione e della sconcezza.

I bambini hanno ripreso a correre pochi metri più in là dove, ieri, uno di loro ha ficcato la gamba in una panchina priva di una sbarra. Inutili i tentativi di sfilargliela, sono dovuti accorrere i vigili del fuoco e un pezzo di legno è stato legato al posto della sbarra mancante.

Resteremo in pericolo fino a quando non avremo rimesso a posto tutto ciò che già abbiamo, piuttosto che inventare falsi imbellettamenti e grandi opere per il futuro.

Vittorio Alessandro: Ammiraglio in congedo, è stato a lungo responsabile della comunicazione della Guardia costiera e del reparto ambientale delle Capitanerie. Ha curato l’informazione istituzionale in occasione delle migrazioni via mare nel 2011 e del sinistro della Costa Concordia nel 2012; ha guidato la missione ambientale italiana Bahar in Libano nel 2006. Dal 2012 al 2017 ha presieduto il Parco Nazionale e l’Area marina protetta delle Cinque Terre. Nel 2014 ha pubblicato “Puntonave” (Mursia editore) e dal 2012 cura l’omonima pagina su Facebook.
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