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Le cene di Scajola e Bertinotti

di Antonio Mazzeo

“Ogni anno facciamo una cena, io insieme a Bertinotti e Confalonieri. Esprimiamo sempre grande preoccupazione per la debolezza degli esponenti politici nelle proprie posizioni. Oggi ascoltiamo solo urla e insulti. Il Paese così non va da nessuna parte…”. Parole dell’ex pluriministro e odierno sindaco di Imperia Claudio Scaloja, imputato eccellente al processo Breakfast in corso a Reggio Calabria, con l’accusa di aver favorito la fuga e la latitanza dorata all’estero di Amedeo Gennaro Matacena, condannato con sentenza definitiva per concorso esterno in associazione mafiosa.

Il succo dell’intervista rilasciata da Claudio Scaloja a Imperiapost.it  l’ 11 aprile 2017 è che la politica oggi la si fa in Italia senza barriere ideologiche: destri e sinistri, sospetti membri di superlogge e supercupole ed (ex) leader della sinistra radicale, insieme amorevolmente a condividere brunch, aperitivi e cene.

L’ultimo tete a tete tra l’imputato eccellente dello Stato parallelo e l’ex segretario del Prc ed ex Presidente della Camera dei deputati Fausto Bertinotti è stato immortalato dai fotoreporter il 4 agosto 2018 a Dolceacqua, borgo medievale del ponente ligure. “Una cena riservatissima, quella che ha visto commensali i due politici e altre illustri personalità”, riporta la cronaca rosa. “Davanti a un bicchiere di Rossese e uno di Vermentino, e ad una cena a base di coniglio e ravioli, i due politici navigati hanno parlato e commentato la situazione attuale, non solo locale, ma anche nazionale (…) Claudio Scajola è ancora in pista e, dopo l’elezione a sindaco della città di Imperia, potrebbe esportare il suo modello, risultato vincente contro quelli imposti dalle logiche di partito…”.

Al convivio della scorsa estate pare fosse assente l’onnipotente presidente Mediaset Fedele Confalonieri, noto anch’egli – come Scajola – per l’amore per Silvio Berlusconi e per qualche contrattempo giudiziario nell’Italia tutta da bere (e da dimenticare). Bertinotti e Confalonieri erano invece insieme a cena a casa Scajola il 18 agosto 2013 proprio nei giorni del terremoto giudiziario che vedeva “vittima” Amedeo Gennaro Matacena, armatore dello Stretto ed (ex) parlamentare forzista. Agli atti del processo Breakfast i brogliacci di una telefonata intercettata quel giorno tra l’ex ministro Scajola e Chiara Rizzo, moglie di Matacena. I due si sentono cripticamente ormai da giorni: per gli inquirenti di Reggio Calabria l’obiettivo comune è quello di favorire la latitanza in Libano e negli Emirati dell’ex parlamentare reggino. Prima di chiudere la comunicazione Scajola riferisce alla Rizzo: “Ci sentiamo poi… poi, io stasera qui ci ho a casa Confalonieri, Bertinotti, Rapetto, sai Rapetto quello dei dolci Baratti, Elah, Fondazione, hai capito? Che ha attinenza questa cosa all’eventuale dopo di cui parliamo poi noi…”.

L’Italia davvero è sempre più un Paese senza identità e senza speranza…      

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