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Crisi di Governo alla Regione Sicilia, Pietro Grasso in pole position

Dopo cinque disastrosi anni di presidenza della Regione Sicilia, il governatore Rosario Crocetta pare essere stato scaricato da chi lo aveva sostenuto e protetto politicamente fino a ieri. I centristi hanno già dichiarato che ritengono “Rosario Crocetta non possa essere ricandidato alla Presidenza della Regione e, pertanto, appare corretto nei suoi confronti e nei confronti dei siciliani non continuare l’esperienza di un governo presieduto da chi non potra’ guidarci nella prossima campagna elettorale”. Il Partito Democratico spinge per la candidatura dell’attuale presidente del Senato Pietro Grasso confermando il congedo di Crocetta che si era avventatamente detto disponibile a ripresentarsi alle regionali. Di suo, Pietro Grasso pare avere ricevuto la proposta del PD ma senza aver ancora deciso se accoglierla o meno. Almeno ufficialmente. Cosa che farebbe intendere più probabile un sì. Grasso terminerebbe la sua presidenza al Senato la prossima primavera, nella più ottimistica delle ipotesi, mentre in Sicilia si voterà per la presidenza a novembre di quest’anno. Sparirebbero in tal caso i rumors su una possibile candidatura di Giusi Nicolini che esce già sconfitta dalle comunali a Lampedusa.

Ieri si è tenuto un incontro tra il riconfermato sindaco di Palermo Leoluca Orlando ed il riconfermato segretario del PD Matteo Renzi. Alla luce dei risultati raccolti dalla formazione di liste che ha sostenuto Orlando alle comunali, pare che i due siano pronti adesso a replicarla in grande scala. Come riportato dall’agenzia di stampa Agi, Orlando aveva già dichiarato, prima delle elezioni che lo hanno incoronato sindaco per la quinta volta, che “questo modello credo sia esportabile in Sicilia e in Italia, ma dovrebbe avere un candidato presidente della Regione credibile e capace di dire che il suo partito si chiama Sicilia”. Ed il curriculum del presidente Grasso corrisponderebbe esattamente al profilo del candidato ideale per la coalizione trasversale che lo dovrebbe sostenere. Siciliano – di Licata, in provincia di Agrigento – magistrato e già seconda carica dello Stato lo si ricorda giovane e longilineo giudice a latere durante il maxi-processo presieduto da Alfonso Giordano. Un colpo di spugna per una nuova sedicente antimafia a palazzo, ma sostenuta sempre dalle solite liste che elessero Cuffaro, Lombardo ed infine Crocetta.

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