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Le cose della vita

di Vittorio Alessandro

I propugnatori del carcere a vita senza scampo e i fomentatori dell’ordine nuovo trarranno argomenti freschi dalla circostanza che l’attentatore di Londra fosse un condannato per reati di terrorismo poi rilasciato in regime di semilibertà. Facendo, però, lo sforzo, a loro certamente non congeniale, di inoltrarsi nella cronaca di oggi, scopriranno che uno dei passanti che lo hanno fermato era un condannato per omicidio, anche lui in libertà vigilata.

Sono stranezze, se è poi così strano che il carcere a volte rieduchi e a volte, invece, no. Le cose della vita sono come sono e, cantava un giovane Antonello Venditti, “fanno piangere i poeti”. Il fatto è che i propugnatori del carcere a vita spesso della vita hanno capito ben poco.

Vittorio Alessandro: Ammiraglio in congedo, è stato a lungo responsabile della comunicazione della Guardia costiera e del reparto ambientale delle Capitanerie. Ha curato l’informazione istituzionale in occasione delle migrazioni via mare nel 2011 e del sinistro della Costa Concordia nel 2012; ha guidato la missione ambientale italiana Bahar in Libano nel 2006. Dal 2012 al 2017 ha presieduto il Parco Nazionale e l’Area marina protetta delle Cinque Terre. Nel 2014 ha pubblicato “Puntonave” (Mursia editore) e dal 2012 cura l’omonima pagina su Facebook.
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