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Lampedusa, Forum inizia protesta per sbarco Sea Watch

La nave della Ong tedesca Sea Watch 3 si trova ormai da sette giorni bloccata in acque internazionali, a largo di Lampedusa, con a bordo 43 profughi soccorsi il 12 giugno nel Mediterraneo centrale. A bordo del gommone su cui è intervenuta in salvataggio la nave c’erano 53 persone, dieci delle quali sono state fatte sbarcare a Lampedusa il 15 giugno per una inevitabile evacuazione medico sanitaria. Da quel giorno sono rimasti a bordo 43 compagni di sventurato viaggio della speranza, tra i quali anche 6 donne e 4 minori non accompagnati. Tra i giovani profughi non ancora maggiorenni e senza genitori ce n’è uno di appena dodici anni. La Sea Watch 3 si trova ormai da una settimana a circa 15 miglia dall’isola italiana più a sud d’Europa. Una Europa, una Unione europea, che sembra sempre più insensibile ai doveri di soccorso ed accoglienza su cui è stata fondata, quindi ai suoi stessi Trattati e Convenzioni internazionali.

“A Lampedusa, decine e decine di volte in questi anni le persone migranti hanno scelto la parrocchia di San Gerlando come luogo in cui riunirsi e incontrare chiunque fosse disponibile a conoscerli, parlare con loro e ascoltarli. Uomini, donne e bambini salvati in mare hanno, in quella piazza, raccontato sogni, aspirazioni e desideri, hanno pregato, cantato, digiunato e difeso in maniera pacifica i propri diritti, riaffermando la loro dignità.” Sono parole estratte da una nota con la quale il Forum Lampedusa Solidale, l’insieme di attivisti e volontari solidali che risiedono sull’isola e che da anni offrono supporto morale ed accoglienza ai migranti già dal momento dello sbarco, anticipa l’intenzione da dar vita ad una protesta pacifica che terminerà solo nel momento in cui verrà dato modo alle persone salvate dalla Sea Watch 3 di toccare terra.

“A 15 miglia da Lampedusa, i passeggeri della SeaWatch3 non hanno quella stessa opportunità, guardano le luci dell’isola – si legge ancora nella nota del Forum – e aspettano di conoscere il proprio destino. L’Europa e l’Italia continuano a negare loro il permesso di toccare terra. Così 43 persone vengono lasciate in balia delle onde e di disumane indecisioni politiche. Possiamo solo provare ad immaginare la frustrazione, le paure e le sofferenze fisiche e psicologiche alle quali le persone a bordo, naufraghi ed equipaggio, sono da giorni soggette.” Del gruppo che costituisce il Forum Lampedusa Solidale fanno parte associazioni ed individui, persone di diverse confessioni ed atei, organizzazioni della Chiesa e volontari dallo spirito umanitario. Un insieme che non guarda all’appartenenza ma ai diritti ed alla dignità umana. Questo variegato gruppo, di cui fa parte anche il parroco della Parrocchia di San Gerlando in Lampedusa, ha così deciso di dare il proprio sostegno alle persone a bordo della Sea Watch con una singolare forma di protesta che soltanto i migranti a cui facevano opportuno riferimento possono capire, e ricordare. “Ebbene, consapevoli di quanto si stia consumando a largo dell’isola in cui viviamo e non intendendo rinunciare ai principi di solidarietà iscritti nella nostra Costituzione abbiamo deciso che da questa sera dormiremo sul sagrato della Parrocchia San Gerlando – Lampedusa, fino a quando i naufraghi e l’equipaggio a bordo della Sea-Watch non verranno fatti scendere a terra, in un porto sicuro, come è giusto che sia.

La protesta, fanno sapere dal Forum, è aperta a chiunque ritenga di volerla condividere con la propria partecipazione. Avrà inizio alle 20 di questa sera, mercoledì 19 giugno 2019, davanti la chiesa di San Gerlando in Lampedusa.

Redazione:
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