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Migrazioni, altri 40 a Lampedusa ma da Sfax – FOTO

Un bimbo sbarca dalla motovedetta della Guardia Costiera tra le mani dei guardacoste a Lampedusa la sera del 18 ottobre 2020

di Mauro Seminara

La prassi vuole che ormai nel Mediterraneo centrale non ci siano più i soccorsi in acque internazionali ma solo interventi in law enforcement nelle violate acque territoriali. La barca che è entrata nel porto di Lampedusa ieri sera, prima di mezzanotte, era stata avvistata in acque internazionali e veniva monitorata per un intervento della Guardia Costiera entro le dodici miglia. Così, dal tardo pomeriggio, quando è stato autorizzato l’ingaggio del natante, per l’approdo con i migranti trasbordati sulla motovedetta se ne è parlato dopo le undici di sera. Dalla motovedetta SAR d’altura “CP-324” sono scesi quaranta migranti infreddoliti. Tra le persone sbarcate a Lampedusa anche quattro donne e quattro bambini.

Nazionalità miste nordafricane e subsahariane su una piccola barca, un legno da pesca di circa otto metri registrato al comparto navale di Sfax, che reca la chiara firma della rete di trafficanti che si è insediata nella città portuale tunisina di fronte l’isola di Kerkennah, a cento miglia esatte da Lampedusa. Migranti di varie nazionalità, impreparate al gelo della notte in questa stagione, senza bagaglio, con donne e bambini. Tra i minori anche una ragazzina di una dozzina di anni. Quelli di Sfax risultano essere viaggi preparati in Tunisia ma con lo “stile” del traffico di migranti libico in un territorio dilaniato dalla crisi economica nel quale è adesso facile, ancor più di prima, corrompere ed acquistare ogni genere di bene o servizio.

Nel pomeriggio era arrivata a Lampedusa un’altra barca con migranti a bordo. Si trattava però del classico viaggio auto-organizzato di 14 tunisini con una lancia di poco più piccola della barca con cui a sera ne sono arrivati quaranta. Lampedusa vede al momento a poche centinaia di metri da Cala Francese la nave quarantena “Rhapsody”, da ieri in rada in attesa di ordini di imbarco per nuovi migranti da isolare a bordo per 14 giorni di quarantena. Prorogato lo stato di emergenza sanitario nazionale con i casi di contagio del virus Sars-CoV-2 in netto aumento rilevato – con il netto aumento dei tamponi effettuati rispetto al periodo estivo – le navi quarantena sembrano essere destinate a continuare il proprio servizio malgrado la scia di morte che si stanno lasciando alle spalle.

Mauro Seminara: Giornalista palermitano, classe '74, cresce professionalmente come fotoreporter e videoreporter maturando sulla cronaca dalla prima linea. Dopo anni di esperienza sul campo passa alla scrittura sentendo l'esigenza di raccontare i fatti in prima persona e senza condizionamenti. Ha collaborato con Il Giornale di Sicilia ed altre testate nazionali per la carta stampata. Negli anni ha lavorato con le agenzie di stampa internazionali Thomson Reuters, Agence France-Press, Associated Press, Ansa; per i telegiornali nazionali Rai, Mediaset, La7, Sky e per vari telegiornali nazionali esteri. Si trasferisce nel 2006 a Lampedusa per seguire il crescente fenomeno migratorio che interessava l'isola pelagica e vi rimane fino al 2020. Per anni documenta la migrazione nel Mediterraneo centrale dal mare, dal cielo e da terra come freelance per le maggiori testate ed agenzie nazionali ed internazionali. Nel 2014 gli viene conferito un riconoscimento per meriti professionali al "Premio di giornalismo Mario Francese". Autore e regista del documentario "2011 - Lampedusa nell'anno della primavera araba", direttore della fotografia del documentario "Fino all'ultima spiaggia" e regista del documentario "Uomo". Ideatore e fondatore di Mediterraneo Cronaca, realizza la testata nel 2017 coinvolgendo nel tempo un gruppo di autori di elevata caratura professionale per offrire ai lettori notizie ed analisi di pregio ed indipendenti. Crede nel diritto all'informazione e nel dovere di offrire una informazione neutrale, obiettiva, senza padroni.
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