Open Arms troppo carica, a bordo ora ci sono 237 naufraghi

Nuovo intervento da parte della Open Arms che adesso attende un porto sicuro di sbarco con 237 naufraghi a bordo. Ocean Viking continua a navigare verso Taranto. La Alan Kurdi è stata dirottata su Malta. In pochi giorni le navi Ong hanno salvato 722 naufraghi nel Mediterraneo centrale

Il gommone con 79 persone soccorso da Open Arms il 28 gennaio 2020

La Open Arms aveva effettuato due soccorsi nelle ultime 24 ore ed a bordo del rimorchiatore ormai quarantenne, con tante missioni umanitarie sulle spalle (due anni con 6.000 persone salvate), aveva a bordo 158 naufraghi. Ma il Mediterraneo centrale è ormai affare di cui gli Stati hanno deciso di lavarsi le mani e la Convenzione di Amburgo sembra rispettata soltanto dalla società civile che finanzia ed arma navi da soccorso umanitario. Accade quindi che una imbarcazione gremita di persone e quindi esposta a grave pericolo viene avvistata da una nave civile che comunica sul canale 16 della frequenza marina (VHF), il canale per le segnalazioni e le emergenze in mare, la presenza del natante e le coordinate di localizzazione. La segnalazione viene presa dalla Open Arms, che si trova a circa 30 miglia dalla posizione indicata. Poco più tardi, la nave Ong soccorre altre 79 persone (video sotto).

A bordo della Open Arms ci sono adesso 237 persone, tutti naufraghi soccorsi in meno di 24 ore in tre distinte operazioni. La nave non è in grado di assistere per lungo tempo un simile carico di naufraghi ospitati sulla parte scoperta del ponte, tra i quali anche donne, bambini ed in generale persone estremamente vulnerabili. Il rimorchiatore bianco si trova adesso a sud di Malta, quasi a metà strada tra l’isola-Stato e la costa della Libia, nello stesso punto in cui è stato effettuato il soccorso segnalato sul canale 16 VHF. Una attesa, quella della stracarica nave umanitaria ferma in acque internazionali, di inevitabile porto sicuro di sbarco assegnato da autorità europee. Nel frattempo, la Ocean Viking continua a navigare verso il porto italiano di Taranto, dove arriverà in nottata, mentre la Alan Kurdi – che era giunta al largo di Siracusa diretta a Palermo – ha invertito la rotta per un cambio di programma che vede adesso il porto sicuro di sbarco dei 78 naufraghi a Malta.

Sono in totale 722 i naufraghi soccorsi dalle tre navi Ong negli ultimi giorni nel Mediterraneo centrale. Quattro, una donna gravemente ustionata ed i suoi tre bambini, sono stati evacuati ieri a Malta per emergenza ospedaliera; a Taranto ne sbarcheranno 403 attualmente a bordo della Ocean Viking; Malta ne accoglierà 78 dalla Alan Kurdi; la Open Arms ne ha a bordo 237 dopo il soccorso effettuato oggi poomeriggio. La Libia pare quindi avere perso il controllo di quel “contenimento” concordato con l’Italia durante il governo Gentiloni, nel 2017, e mantenuto fino all’escalation della guerra libica delle ultime settimane. Continua la richiesta delle Nazioni Unite (NU) e dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) di una soluzione per migranti e sfollati della guerra libica, ma nessun riscontro viene posto sul tavolo quale civile soluzione europea al problema. Perfino l’accordo con la Turchia, per il “contenimento” del flusso di profughi siriani e pagato sei miliardi di euro dall’Unione europea alla dittatura di Erdogan, è stato mantenuto quando le forze armate turche hanno attaccato il Rojava invadendo la Siria ed uccidendo curdi siriani. La soluzione umanitaria libica quindi non sta su nessun tavolo nazionale né dell’Unione, e del soccorso delle persone verso cui gli Stati si manifestano ancora indifferenti si continua a fare carico la società civile che con le proprie tasse finanzia già forze armate e guardie costiere dei rispettivi Paesi.

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