Trump ha “soluzione” per Medio Oriente, ma ai palestinesi non piacerà

La pace in Medio Oriente mediante un piano escogitato da Donald Trump per il quale Israele nutre fiducia e la Palestina mette in guardia gli Stati Uniti. L'annuncio del presidente americano destabilizza il precario equilibrio mediorientale già prima che venga svelato il piano per la pace "Made in USA"

Il presidente degli Stati Uniti ha affermato di avere una soluzione per stabilire la pace in Medio Oriente e che rivelerà il suo piano prima dell’incontro previsto per la prossima settimana con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu a Washington. Le dichiarazioni di Donald Trump sono state rese ai giornalisti a bordo dell’Air Force One durante una visita a Miami. Lo stesso presidente ha affermato che la sua idea non piacerà ai palestinesi, almeno in un primo momento. Trump, che è ormai noto per la sua diplomazia da schiacciasassi, ha infatti aggiunto che è una soluzione che “converrà anche a loro”. La tensione in Medio Oriente intanto cresce e l’ultimo tassello in un già enormemente complicato quadro lo ha aggiunto il Libano con il governo formato da un gruppo di tecnici espressione della volontà parlamentare della maggioranza guidata dagli Hezbollah. Il partito sciita libanese è per lo Stato di Israele un movimento terrorista ed i libanesi che adesso governano il Paese non hanno mai nascosto la propria storica ostilità militare per gli israeliani.

Trump si dice convinto che il suo piano avrà successo. L’incontro con Netanyahu è in agenda per martedì 28 gennaio e si presume che il presidente USA possa rivelare la sua idea per la pace mediorientale tra oggi e domani; comunque entro il fine settimana. Il primo ministro israeliano si dice fiducioso circa la volontà del presidente americano di lavorare per la “pace e la sicurezza che Israele merita”. Di tutt’altro avviso è invece il presidente palestinese che, per tramite di un suo portavoce, Nabil Abu Rdainah, ha messo in guardia gli Stati Uniti “per qualunque mossa americana che possa violare il diritto internazionale”. Il “chi va là” palestinese è dovuto anche ad alcune indiscrezioni trapelate a mezzo stampa sul piano di Trump. Dettagli tecnici sulle intenzioni del presidente americano dallo stesso smentite e tacciate quali mere speculazioni. Tra le speculazioni però ci potrebbero essere quelle di Israele, cui Trump pare avere anticipato l’idea. Israele potrebbe quindi aver rivelato qualcosa a fonti di stampa per provocare la reazione palestinese in vista dell’annuncio. La sortita di Trump non è proprio l’approccio diplomatico ideale per risolvere un conflitto che va avanti da decenni e che più abili mediatori non sono riusciti spegnere. Quella paventata da Trump potrebbe quindi destabilizzare ulteriormente la situazione mediorientale.

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