Tregua nel Governo, Decreto sicurezza bis dopo il voto

Oggi incontro ufficiale tra il premier ed il presidente della Repubblica. Conte smentisce il forte attrito del Cdm di lunedì. Il “decreto sicurezza bis” andrà in Consiglio dei ministri insieme al “decreto famiglia” la settimana prossima, dopo le elezioni europee

Lo ha annunciato il presidente del Consiglio dei ministri, Giuseppe Conte, in conferenza stampa: il decreto sicurezza bis di Matteo Salvini andrà in consiglio dei ministri la prossima settimana, dopo il voto. In sala stampa, il premier ha mitigato le indiscrezioni sulla grave lite che avrebbe caratterizzato lo scorso Cdm, convocato per quattro di lunedì pomeriggio e proseguito fino a tarda sera per una sospensione finale da fumata nera. Conte parla di clima sereno tra i membri del Governo, ma no nega che il “decreto sicurezza” ed il “decreto famiglia” si sono scontrati ed annullati a vicenda. Il presidente del Consiglio ha anche ammorbidito i contorni dell’incontro che si è tenuto ufficialmente oggi al Quirinale – ieri sera le agenzie avevano visto entrare l’auto del premier al Colle – con il presidente della Repubblica. Anche in questo caso, Giuseppe Conte prova a far passare la visita al palazzo della Presidenza della Repubblica come banale ordinaria amministrazione. Di fatto, le criticità evidenziate da Mattarella sul decreto sicurezza avevano posto in stallo il Consiglio dei ministri e caricato di maggiore tensione i rapporti tra le due forze di Governo che a pochi giorni dal voto per il nuovo Europarlamento sferrano reciproci colpi duri ed a volte anche sotto la cintura.

L’indomani della fumata nera in Cdm, il vicepremier Salvini aveva parlato di “decreto sicurezza bis” non approvato per negare alla Lega un successo elettorale in vista del voto di domenica. Di contro, il M5S sembrava puntare tutto sul miliardo di avanzo del reddito di cittadinanza per finanziare il “decreto famiglia”. Azioni di governo che tanto sembrano trovate elettorali invece che programmi concreti di rilancio del Paese. Il braccio di ferro tra le due forze di maggioranza, e tra i rispettivi decreti di partito, viene quindi rimandato a dopo le elezioni, sospeso in una promessa politica che gli elettori dovrebbero attendere con fiducia confermando il consenso ai due schieramenti. Nel decreto sicurezza, “smussato” appena di uno spigolo o due, non ci sarà più la sanzione per ogni singolo “straniero trasportato” dalle navi che effettuano soccorsi in mare. Rimane però la sanzione per le navi delle Ong che si rifiutano di sottostare all’autorità competente per la relativa area SAR. Nel caso in cui il DL venisse approvato, si assisterebbe quindi ad uno scontro tra la disposta norma sanzionatoria italiana ed il riconoscimento del porto non sicuro della Libia che impedisce, in virtù delle leggi nazionali ed internazionali, alle Ong di affidare i profughi soccorsi in mare ai libici.

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