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Giacomo Sferlazzo, tra pupi e cunti a Lampedusa

Nel teatro della battaglia dei tre contro tre di Ludovico Ariosto, Lampedusa, la magia dell’opera dei pupi e dell’antica tradizione dei “cuntisti” rivive al “Porto M” del Collettivo Askavusa grazie al cantautore Giacomo Sferlazzo. Il poliedrico artista ha recuperato i pupi del “Conte”, un puparo isolano così ribattezzato per la sua passione verso il teatro dei pupi e le avventure del Conte Orlando di Ludovico Ariosto, ed avviato un processo di restauro delle marionette di scuola palermitana ha iniziato un percorso di recupero della magica antica arte dei pupari. Un’arte di intrattenimento antica e tipica, quella dei pupari siciliani, che risale ai tempi della tradizione dei “cuntisti”. Giacomo Sferlazzo adesso sta infatti riscoprendo entrambe le arti per farle rivivere a Lampedusa, la dove Ariosto ambientò l’epica battaglia dei “tre contro tre” e da cui prendono il nome due località dell’isola: l’Area Rossa e Cavallo Bianco. La prima origina dal sangue che nell’epico poema cavalleresco i paladini riversano in terra all’esito della cruenta battaglia; la seconda è la spianata dell’isola in cui il cavallo bianco del Conte Orlando fuggì e nella quale si chiude il capitolo pelagico.

In questa puntata della rubrica “Girovagando” di Mediterraneo Cronaca abbiamo scoperto una Lampedusa lontana dalla stereotipata immagine da cronaca giornalistica per i flussi migratori di cui è stata suo malgrado testimone. La Lampedusa che girovagando abbiamo scoperto è invece un’isola che si trova in tutte le biblioteche del mondo, narrata tra i 46 canti dell’Orlando furioso di Ludovico Ariosto, e ambientata in tutti i teatri dei pupi di Sicilia nella trasposizione “pupara” del celebre poema cavalleresco. Pupari e cuntisti siciliani si sono sempre cimentati nella messa in scena delle gesta di Orlando, Agramante, Bradamante e degli altri protagonisti dell’Orlando furioso nella più epica battaglia: quella di Lampedusa. Se girovagando vi trovate a Lampedusa, vi suggeriamo di riscoprire il poema di Ludovico Ariosto esattamente dove vi ambientò la più intensa battaglia; ma solo dopo aver riletto le gesta del Conte Orlando al Porto M del Collettivo Askavusa con il teatro dei pupi del cuntista e puparo Giacomo Sferlazzo.

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