Non si ferma la protesta a Torre Maura, Procura indaga per odio razziale

Spostati i rom, Raggi: “Dovevamo salvare i bambini”. Il presidio è andato avanti fino alle 2 di notte. Questa mattina i residenti sono di nuovo in strada: "Restiamo qui, se ne devono andare"

di Marco Agostini

Dopo la giornata di proteste di ieri, proseguita nella notte con l’incendio di un’auto e di un camper dopo quelli appiccati ai cassonetti nel pomeriggio, prosegue anche oggi la ‘rivolta’ di Torre Maura, periferia est di Roma, dove i residenti sono furiosi e protestano contro l’arrivo in una struttura di 70 cittadini rom, 33 dei quali bambini.

Nonostante nella notte sia arrivata dal Campidoglio la decisione di spostare i rom in un’altra struttura, anche stamattina in via dei Codirossi diversi cittadini si sono radunati per dire ‘no’ al trasferimento. E per controllare che vengano effettivamente portati via. Dai cittadini volano insulti e provocazioni nei confronti dei rom: “Affacciatevi, scendete”, risposta: “Noi qui ci possiamo stare”. Tra telecamere e dirette tv, la mobilitazione dei cittadini di Torre Maura, nonostante la decisione del Campidoglio di spostare i rom, continua: “Siamo qui perché vogliamo vedere se davvero li portano via”, racconta un gruppo di anziane radunate davanti all’ingresso della struttura.

“Devono andare via, non li vogliamo: ci fanno paura”

La rabbia non si placa: “Se ieri eravamo 300 stasera saremo 3mila. Noi non ce li vogliamo i rom, devono andare via”.

“Qui a Torre Maura abbiamo delle famiglie rom che vivono con noi da anni. Ma sono più puliti di noi, lavorano e non danno fastidio a nessuno. Questi ci fanno paura”, sottolineano alcune anziane. “Per anni abbiamo convissuto con persone che venivano dall’Africa, ma non abbiamo mai avuto difficoltà, riportassero loro”, dice un’altra.

Procura Roma apre un fascicolo per odio razziale

La Procura di Roma, ha fatto sapere il sindaco Virginia Raggi, ha aperto un fascicolo per odio razziale sui fatti avvenuti ieri pomeriggio, in serata e poi in nottata a Torre Maura. “Non li vogliamo, fate venire i terremotati”, dicevano ieri pieni di rabbia. Prima cassonetti incendiati, poi l’aggressione all’addetto che portava panini per i nuovi arrivati (i panini sono finiti per terra e sono stati calpestati al grido di ‘Fateli morire di fame‘) e poi in serata anche auto incendiate. Il fuoco è stato appiccato alla macchina di una Onlus e a un camper che era lì a fianco, poi il presidio che è andato avanti fino alle 2 di notte in via dei Codirossoni.

Notte di fuoco e poi l’annuncio del Campidoglio: “Li spostiamo”

Una nottata di fuoco nel quartiere a est di Roma, conclusasi dopo gli incendi e le tensioni del pomeriggio di ieri, solo verso l’1.30, quando è arrivato sul posto Stefano Castiglione, capo di Gabinetto del sindaco Virginia Raggi, che ha constatato con mano lo stato del trasferimento dei rom e ha parlato con i cittadini e con diversi militanti di CasaPound.

Poco dopo è arrivato il comunicato del Campidoglio in cui veniva assicurato che “in merito al trasferimento di circa 60 persone rom dalla struttura di via Toraldo a quella di via dei Codirossoni, l’Ufficio speciale Rom sinti e caminanti ha deciso di ricollocare le persone presenti nella struttura presso altri centri d’accoglienza per persone fragili su tutto il territorio romano”.

Le operazioni, secondo quanto si apprende, saranno curate dalla Sala operativa sociale a partire da stamattina e si concluderanno in sette giorni. Appresa la notizia, il presidio è stato sciolto, alle 2 circa, tra la soddisfazione dei cittadini rimasti che hanno dichiarato: “Saremo qui tutti giorni per vedere se faranno quanto dichiarato”. Giuseppe Di Silvestre di CasaPound ha aggiunto: “Daremo al Campidoglio i sette giorni di tempo necessari, dopodiché saremo di nuovo qui”.

Raggi: “Sono intervenuta per salvare i bimbi. Ma non cederemo all’odio razziale”

“Sono intervenuta questa notte per evitare che la situazione degenerasse. C’era un clima molto pesante, un clima di odio, e la Procura ha aperto un fascicolo proprio per odio razziale. C’è un clima molto pesante nel quartiere di Torre Maura anche perché è stato gravato per molti anni da problematiche e pressioni sociali”. Lo ha detto la sindaca di Roma, Virginia Raggi, in merito ai fatti di ieri a Torre Maura, a margine di un evento in Campidoglio. “Sono intervenuta per tutelare i tanti cittadini onesti di quel quartiere e i 33 bambini rom che rischiavano la vita e l’incolumità personale – ha sottolineato Raggi – Li stiamo ricollocando in altri centri di tutto il territorio cittadino, perché il dovere dell’amministrazione è quello di tutelare la vita e l’incolumità delle persone”.

“Non possiamo cedere all’odio razziale”

“Non possiamo cedere all’odio razziale, non possiamo cedere contro chi continua a fomentare questo clima e continua a parlare alla pancia delle persone, e mi riferisco prevalentemente a Casapound e Forza Nuova”, ha aggiunto Raggi.

Marco Agostini – Agenzia DIRE

www.dire.it

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