Nuova Zelanda, terroristi anti Islam omaggiano Luca Traini

Almeno 40 persone sono morte. Tra i fermati un violento estremista di destra di nazionalità australiana. Sulle armi utilizzate dagli attentatori compare una lista di nomi di terroristi di estrema destra e personaggi legati a battaglie contro l’Islam tra i quali c’è anche Luca Traini

Due attentati terroristici hanno insanguinato Christchurch, in Nuova Zelanda. Nel mirino due moschee gremite di persone, in cui uomini e donne a mano armata hanno fatto irruzione aprendo il fuoco. La polizia neozeolandese ha reso noto di aver fermato tre uomini e una donna. Negli attentati hanno perso la vita quarantanove persone. Gli attacchi sono avvenuti nella moschea di Deans Avenue e in quella di Linwood, durante le preghiere del venerdì. Gli abitanti sono stati esortati a non uscire, le moschee del Paese, a scopo precauzionale, sono state chiuse.

Il primo ministro australiano, Scott Morrison, ha dichiarato che uno degli arrestati è australiano, “violento estremista di destra”. Ha scritto un lungo manifesto in cui rivendica l’atto terroristico. Manifesto che i media neozelandesi hanno scelto di non riportare.  Uno dei terroristi, Brenton Tarrant, australiano di 28 anni, ha trasmesso la strage in diretta Facebook. I suoi profili social sono stati chiusi, le forze dell’ordine di Australia e Nuova Zelanda hanno invitato a rimuovere le immagini. Il primo ministro neozelandese, Jacinta Ardern, lo ha definito “uno dei giorni più bui” per il suo Paese, un attacco “senza precedenti”.

Sulle armi utilizzate dagli attentatori compare una lista di nomi di terroristi di estrema destra e personaggi legati a battaglie contro l’Islam: tra loro anche l’italiano Luca Traini, responsabile di una tentata strage contro gli immigrati, a Macerata. Colpisce anche la presenza del nome Sebastiano Venier, veneziano che sconfisse i turchi nella battaglia di Lepanto nel ‘500.

Nella foto in basso: Luca Traini

L. Traini

Agenzia DIRE

www.dire.it

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Sostienici

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*