San Ferdinando, iniziato lo sgombero della baraccopoli

La baraccopoli di San Ferdinando è stata realizzata spontaneamente dagli stessi migranti subito dopo la rivolta di migranti a Rosarno del gennaio 2010. Il ministro dell’Interno: “Come promesso, dopo anni di chiacchiere degli altri, noi passiamo dalle parole ai fatti”

“Iniziate le operazioni di sgombero della baraccopoli di San Ferdinando: 600 uomini in campo e 18 pullman pronti per trasferire in strutture di accoglienza 900 persone. Come promesso, dopo anni di chiacchiere degli altri, noi passiamo dalle parole ai fatti”. Così il ministro dell’Interno e vicepremier, Matteo Salvini, annuncia sui social l’avvio dello smantellamento della baraccopoli di migranti a San Ferdinando a ridosso dell’area portuale di Gioia Tauro. Secondo l’ultimo censimento della Questura di Reggio Calabria, ospita circa 1.100 migranti e braccianti agricoli, impiegati nella raccolta invernale di agrumi.

Le operazioni sono coordinate dalla prefettura che potrà contare su un consistente nucleo interforze di polizia, protezione civile, personale medico oltre a numerose associazioni di volontariato impegnate da tempo nella zona. La baraccopoli di San Ferdinando è stata realizzata spontaneamente dagli stessi migranti subito dopo una rivolta di migranti a Rosarno, nel gennaio del 2010, generata dalle difficili condizioni di vita all’interno di una ex struttura industriale dove erano accampati. La realizzazione di una nuova tendopoli nel sito di San Ferdinando, gestita dalle istituzioni statali e locali con acqua e servizi igienici, non ha però impedito la costruzione della baraccopoli. Negli anni è divenuta tristemente famosa per i numerosi incendi che hanno provocato, solo nel 2018, tre morti.

Ai migranti sono state offerte, al momento, tre soluzioni abitative temporanee. La prima fa riferimento alla nuova tendopoli attrezzata e gestita dal Comune di San Ferdinando che sorge a ridosso della vecchia baraccopoli. Restano sempre attive le soluzioni nei progetti Sprar e nei Cas, in questi casi c’è l’interessamento delle associazioni di volontariato che stanno offrendo tutti i supporti necessari. Non tutti i migranti però hanno aderito alle tre proposte, già da qualche giorno diversi gruppi hanno lasciato il sito della baraccopoli, probabilmente per trasferirsi in altre regioni, Puglia e Campania, sempre per essere impiegati in attività agricole. Resta l’impegno da parte della Regione Calabria, più volte garantito dal governatore Mario Oliverio e dall’assessore al Welfare Angela Robbe, per avviare percorsi alloggiativi in abitazioni, sfruttando risorse e garanzie che chi affitterà ai migranti.

Tendopoli di San Ferdinando (Credits: Agenzia Dire)

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