Libia, Haftar adesso ha il petrolio di El Sharara. Preoccupazione ONU per Derna

Un impianto da 300mila barili di greggio al giorno è adesso sotto il controllo delle forze di Haftar. Continuano gli scontri a Derna. L’ONU manifesta preoccupazione per la guerriglia nella città vecchia. L’Unione africana da Addis Abeba

Libia, impianto petrolifero di El Sharara (Credits REUTERS/Ismail Zitouny)
Generale Khalifa Haftar

L’impianto da 300mila barili al giorno di El Sharara è adesso nelle mani del generale Khalifa Haftar. Le armate del generale hanno accerchiato il punto di estrazione nel sud della Libia e ne hanno preso il controllo nei giorni scorsi. Nessuno scontro a fuoco per la conquista dell’uomo forte della Cirenaica, la sorveglianza dell’impianto ha deposto le armi prendendo atto della forza militare che l’aveva circondata. L’impianto era fermo per ragioni di sicurezza dei lavoratori. “El Sharara è completamente sicura e pronta a riprendere a pompare”, ha dichiarato nel corso di una intervista telefonica alla stampa libica il portavoce dell’Esercito Nazionale Libico Ahmed al-Mismari. L’LNA di Haftar continua ad estendere il proprio dominio nel sud del Paese e ha già imposto una No Fly Zone nelle aree sotto il suo controllo. Messaggio di allerta per le forze francesi che proprio nella regione sud, nelle relative vicinanze del confine con il Ciad, stanno compiendo da quasi due settimane raid aerei con bombardamenti.

La città antica di Derna, Libia

Sabato 9 febbraio, è giunto alle Nazioni Unite il rapporto sull’avanzamento delle forze di Haftar che avevano occupato la maggior parte della vecchia città di Derna. I combattimenti a Derna si sono intensificati da inizio febbraio e avrebbero causato un considerevole numero di vittime tra i civili. Attualmente non è ancora possibile stabilire l’esatto numero delle vittime, ma le Nazioni Unite pare abbiano ricevuto rapporti credibili sulla morte di almeno quattro donne e tre bambini nel solo fine settimana. L’ONU esorta tutte le parti in conflitto a rispettare e adempiere ai propri obblighi ai sensi del diritto internazionale umanitario e dei diritti umani e ad adottare tutte le misure per proteggere i civili e le strutture civili. Dalla capitale etiope di Addis Abeba, ieri, all’esito del vertice dei 32 giorni dell’Unione africana, questa ha diffuso un comunicato stampa con cui rende noto di aver chiesto alla Commissione della stessa Unione africana di adoperarsi per organizzare elezioni presidenziali e parlamentari in Libia a ottobre.

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