Sea Watch, “I segni che vedete sul mio corpo vengono dalle torture in Libia”

Testimonianza dalla Sea Watch 3: "Tutti quei segni che vedete sul mio corpo vengono dalle torture che ho subito nella prigione in Libia. Io avrei voluto scappare da lì e tornare a casa, ma non si poteva"

Doro, il ragazzo gambiano intervistato da Riccardo Magi sulla Sea Watch 3

Tutti quei segni che vedete sul mio corpo vengono dalle torture che ho subito nella prigione in Libia. Io avrei voluto scappare da lì e tornare a casa, ma non si poteva. Sono stato in Libia per 5 anni e ho pagato 1.000 euro per fare questo viaggio, ci ho messo anni per mettere da parte questi soldi. Ascoltate le parole di Doro, il ragazzo gambiano che ieri sulla Sea Watch mi ha raccontato l’inferno libico: l’inferno dove il nostro governo, solo una settimana fa, ha rispedito i migranti sopravvissuti al naufragio. È la più eloquente risposta a Salvini che sostiene che sulla nave ci sono ragazzi a torso nudo al sole e con le cuffiette. Basta propaganda sulla pelle dei disperati, le condizioni igieniche sulla Sea Watch sono al collasso. #Fateliscendere, subito”. Lo scrive su Facebook il parlamentare Riccardo Magi che posta sulla sua pagina un video con il racconto di uno dei migranti a bordo della Sea Watch 3 ferma davanti a Siracusa.

Agenzia DIRE

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