Migranti, i libici avevano detto al cargo di sbarcare migranti in Italia

Alarm Phone si è messo in contatto con il mercantile che ha soccorso i migranti e da bordo avrebbero asserito di aver ricevuto indicazioni dalla Libia per uno sbarco in un porto italiano

Nave cargo Lady Sham in una foto Marine Traffic

Si trova al largo di Misurata, in acque libiche, la nave cargo Lady Sham che questa notte ha preso a bordo i migranti soccorsi sotto il coordinamento della guardia costiera nordafricana. Alarm Phone si è messa in contatto con il mercantile battente bandiera della Sierra Leone alle 18:15 di questo pomeriggio e da bordo ha ricevuto dichiarazioni destinate ad alimentare polemiche sulla condotta libica. Stando a quanto asserito da Alarm Phone, e twittato sul proprio account, dalla Libia sarebbe arrivata indicazione di soccorso per uno sbarco in un porto italiano. L’equipaggio sarebbe adesso in difficoltà morale nel dover respingere i migranti in Libia. Respingimento che potrebbe anche causare problemi di sicurezza a bordo con i migranti che, come altri hanno già testimoniato finora, preferiscono morire piuttosto che tornare in quell’inferno di maltrattamenti, violenze e stupri. Affermazione resa anche oggi da due dei cento migranti a bordo della Lady Sham che, intorno alle quattro del pomeriggio hanno chiamato Alarm Phone raccontando di aver capito d’essere di nuovo in Libia e che “preferirebbero uccidersi piuttosto che sbarcare”.

La condotta delle autorità di soccorso libiche era già tornata in seria discussione a causa dell’impossibilità di raggiungere il natante con a bordo cento persone. Esito di un soccorso iniziato quando finalmente le autorità in questione sono state raggiunte dopo i vari tentativi di Alarm Phone. L’osservatore aveva infatti twittato ieri pomeriggio: “14:20 abbiamo chiamato più volte i 6 diversi numeri di JRCC @Tripoli. Non sono raggiungibili. Esistono? Ne abbiamo informato #Malta #Italy e abbiamo ricevuto un settimo numero da Roma, non è operativo. Attualmente nessun’autorità ha confermato il coordinamento di SAR.” La vicenda assume una rilevanza ancor più grave alla luce del numero di vittime registrato in pochi giorni in questo inizio di anno.

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