X

Brontola l’Etna, 34 scosse di terremoto sul vulcano questa mattina

Infografica con epicentro sciame sismico sull’Etna

Dopo la nuova scossa di terremoto di 4.0 gradi che domenica ha spaventato Sant’Arcangelo di Romagna, alle porte di Rimini, quella di 3.7 gradi che domenica pomeriggio si è verificata a sudest di Lampedusa e nel bel mezzo del Mediterraneo centrale, quella di 5.2 gradi registrata ieri al largo della Grecia nella stessa regione del Peloponneso che trema con intensità sopra i cinque gradi di magnitudo, adesso a dare segnali di sfogo pare essere il vulcano attivo più grande d’Europa: l’Etna. Tra le 05:55 e le 11:47 di questa mattina si sono verificate 34 scosse di terremoto alle pendici dell’Etna. L’epicentro, per quasi tutte e 34 i terremoti, è stato rilevato nei territori di Biancavilla e, soprattutto, Adrano. Entrambe sul versante ovest del vulcano, al confine con il Parco dell’Etna, e immediatamente vicine l’uno all’altro comune.

L’epicentro delle scosse risulta in località Vallone Rosso, in un’area della grande montagna-vulcano già piena di bocche precedentemente attive. La profondità dei sismi è stata calcolata dall’INGV mediamente tra i venti ed i trenta chilometri. La scossa più forte, di magnitudo 3.5, si è verificata alle 06:06 di questa mattina, a 5 chilometri nordest di Biancavilla con ipocentro a 22 chilometri di profondità. Seguita, con una magnitudo di 3.1 gradi, dalla scossa rilevata alle 06:53 a 6 chilometri nordest di Adrano. Molte le scosse di terremoto rilevati nella stessa area e sopra i due gradi di magnitudo sulla scala Richter.

Infografica con epicentro sisma del 18 novembre nel Mediterraneo centrale

Negli ultimi due giorni l’area del Mediterraneo tremava per sismi sparsi in diverse regioni. Prima della scossa di 5.2 gradi localizzata leggermente più a sud delle precedenti rilevate nel Peloponneso e che hanno causato danni all’isola turistica di Zante, un terremoto è stato registrato dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia a circa 80 miglia nautiche sudest di Lampedusa con una magnitudo di 3.7 gradi. Questo si sarebbe quindi verificato in un’area ben distante dalle note ed attive grandi faglie del Mediterraneo centrale. Da sempre considerato la “valvola di sfogo” della Sicilia, questa volta l’Etna sembra carburare in vista di una eruzione di forte intensità.

Redazione:
Related Post