Lampedusa sull’orlo del baratro tra scioperi, astensioni e stipendi non riscossi

Invocato il sostegno delle isole con uno sciopero generale domani 9 novembre. Alle 9 del mattino assemblea in piazza Libertà, davanti il Comune di Lampedusa. Dipendenti comunale senza stipendio ad ottobre. Operatori ecologici ancora senza stipendio. Interviene il prefetto di Agrigento per mediare con la Regione Sicilia. Domani pomeriggio riprenderà la raccolta rifiuti. Sabato ultimatum per liquidazione stipendi netturbini e poi nuova astensione

In Prefettura, ad Agrigento, pare essere stato raggiunto un provvisorio accordo tra le parti per risolvere il problema degli operatori ecologici che non vedono stipendi da mesi ed il conseguente problema dei rifiuti che iniziano ad accumularsi gravemente sull’isola. Il prefetto si è proposto garante di una soluzione emergenziale di trasferimenti regionali al Comune di Lampedusa e Linosa con cui l’amministrazione potrà saldare fatture non liquidate alle ditte del Raggruppamento Temporaneo di Imprese le quali, a loro volta, potranno finalmente provvedere al pagamento degli stipendi dei loro dipendenti. La soluzione arriva così giusto il giorno che precede la mobilitazione generale invocata a Lampedusa dai delegati sindacali dell’USB che hanno invitato l’intera comunità al sostegno degli operatori ecologici mediante uno sciopero generale. Una serrata di attività commerciali ed uffici con cui l’isola, domani mattina, dovrebbe dimostrare coesione su un problema che non riguarda soltanto i lavoratori non retribuiti ma l’intero sistema della gestione rifiuti sulle isole Pelagie. In ballo però c’è anche il rischio per gli operatori ecologici di una denuncia. L’astensione dal servizio procede ormai dal 2 novembre ed il disagio, malgrado i servizi essenziali, si fa adesso sostanziale per le vie e le case di Lampedusa.

Domani mattina ci sarà un’assemblea dei lavoratori delle imprese la cui capofila è la Iseda. Al termine dell’assemblea, sostenuta dall’invocato sciopero generale a sostegno, i lavoratori riprenderanno il servizio. Un ritorno al lavoro temporaneo e vincolato però quello degli operatori ecologici che non vedono accreditato stipendio da maggio in alcuni casi e da giugno in altri. Sabato 10 novembre, come da accordo raggiunto in Prefettura, la Regione Sicilia dovrebbe poter dimostrare l’impegno di trasferimento, in via emergenziale, al Comune di Lampedusa e Linosa per oltre un milione di euro. Il mantenimento di tale parola determinerà il normale proseguo del lavoro oppure il ritorno ad uno stato di agitazione con astensione dal servizio ad oltranza. Un frangente, quello dei lavoratori che attendono il salario da mesi, che si verifica mentre le imprese a cui appartengono procedono in proroga di contratto ormai scaduto ed in attesa di firma del nuovo contratto. Nello stesso periodo in cui il Comune di Lampedusa e Linosa, che non riesce a pagare le fatture alle imprese della raccolta e trasferimento rifiuti, si trova la cassa congelata da un altro debito milionario e non riesce neanche a liquidare gli stipendi degli impiegati comunali. Lo scorso fine ottobre, infatti, i dipendenti comunali, a tempo indeterminato e precari, non hanno visto lo stipendio accreditato sul conto corrente come ogni mese. Consapevoli che con ogni probabilità nessun mandato di pagamento delle mensilità arriverà sui loro conti per i prossimi mesi.

Il Municipio di Lampedusa

Con delibera di Giunta, l’amministrazione comunale guidata da Salvatore Martello aveva conferito mandato ad un legale per opporsi al Decreto ingiuntivo promosso nel 2017 dall’Associazione Temporanea di Impresa – composta dalla società per azioni Sofip, dalla Acciona Agua S.A.U. e dalla società a responsabilità limitata Protecno – per il recupero di circa 1 milione e 160mila euro che il Comune di Lampedusa e Linosa deve per il servizio di desalinizzazione acqua a Lampedusa ed a Linosa. La somma, non riscossa dall’ATO, ha prodotto il congelamento della cassa comunale che adesso non riesce neanche a liquidare gli stipendi ai propri dipendenti. Circostanza che quindi vede anche dubbi sulla fattibilità di liquidazione, per quanto trasferimento regionale vincolato, della somma dovuta alla RTI sul fronte rifiuti e che comunque apre una voragine appena – e se – chiusa un’altra. L’impossibilità, da parte dell’amministrazione di disporre della cassa comunale comporterà gravi disagi su ogni fronte, nel caso in cui il legale incaricato dalla Giunta già lo scorso febbraio – quando il Comune si costituiva in giudizio avverso al Decreto ingiuntivo non ancora esecutivo – non dovesse riuscire a svincolare parte della cassa comunale. Problemi su problemi a Lampedusa, dove l’ultimo tassello di una gestione comunale in grave difficoltà è quello del segretario comunale dimessosi nei giorni scorsi. L’amministrazione adesso, dopo un equilibrio precario in Consiglio comunale, ha anche perso il secondo segretario.

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