In Giappone primo hotel con robot, l’uomo è pronto al congedo

Receptionist dalle sembianze umane che parlano quattro lingue e ristoranti sostituiti con macchine in ogni camera che dispensano cibi e bevande caldi e freddi. L’hotel ha anche ridotto le tariffe del 30%

In copertina: Una receptionist robot dell'hotel giapponese

In Giappone è nato il primo hotel al mondo in cui i clienti al loro arrivo trovano receptionist robot ad accoglierli invece di esseri umani. La struttura ha sostituito il personale con macchine di ogni genere per far fronte a difficoltà nel reperire giovani qualificati nella regione in cui sorge il primo “hotel robot” del pianeta. Smartphone gratuitamente a disposizione dei clienti per le telefonate internazionali gratuite, distributori di cibi e bevande in ogni camera sostituiscono bar e ristoranti, “dipendenti” robot che sembrano umani rispondono in quattro diverse lingue alle esigenze dei clienti. L’hotel è anche meno caro dei diretti concorrenti perché beneficia di costi per il personale estremamente ridotti, essendo soltanto sette gli esseri umani al lavoro su una originaria necessità di trenta.

La notizia completa

Le receptionist automi del primo “hotel robot” al mondo

Una catena di hotel giapponesi ha deciso di mettere in servizio dei robot, in tutto somiglianti a cortesi signorine, al posto di personale umano. La decisione, e l’esperimento, arriva dopo le difficoltà che i vertici della catena alberghiera hanno riscontrato nel reperire personale giovane e qualificato nella zona in cui hanno sede le grandi strutture recettive. Strutture che vantano ben 130 camere in media per hotel. Almeno, questa è la scusa con cui l’azienda ha dato il via alla sostituzione dell’uomo con macchine dalle sembianze umane. Per la gestione di ogni singolo hotel erano necessarie circa trenta persone. Numero sensibilmente ridotto dagli automi che coprono adesso oltre due terzi del personale. La struttura che ha avviato la sperimentazione ha infatti 7 umani al lavoro sui trenta di cui l’hotel aveva bisogno.

Uno dei piccoli robot del servizio hotel

Il personale robotico parla quattro lingue e risponde ad ogni richiesta di informazioni e servizi dei clienti, attivando le conseguenti “stringhe di comando” per la risposta su servizi, offerte o informazioni turistiche oppure dando il via alla richiesta di un taxi o di un servizio in camera. L’aspetto esteriore dei robot è quello rassicurante di una macchina in tutto somigliante ad una persona, compresa la lucentezza della pelle. La struttura ha dato il via anche ad un turismo autoreferenziale con persone che alloggiano nell’hotel per la curiosità, ma non solo. L’hotel non ha aumentato il proprio listino ma lo ha addirittura ridotto del 30%. Una strada da cui probabilmente non tornerà più indietro, in cui la struttura robotizzata è adesso troppo competitiva per la concorrenza che ancora “si ostina” ad impiegare esseri umani da stipendiare.

Smartphone free service in dotazione nelle camere dell’hotel

L’hotel è interamente robotizzato e, oltre alle receptionist poliglotte dalle sembianze umane, impiega alta tecnologia in ogni servizio con telefoni intelligenti che avviano chiamate internazionali gratuite dalle camere attraverso la rete dati invece di quella telefonica fino ad arrivare ad un armadio intelligente in ogni stanza con un mini lavasecco incorporato. Perfino bar e ristoranti sono stati sostituiti, ed all’interno dell’hotel non ve n’è più traccia. Al loro posto, quasi in stile Star Trek, ci sono distributori automatici sofisticatissimi in ogni camera che forniscono cibi e bevande, sia caldi che freddi. La robotizzazione dell’intera struttura permette quindi una gestione quasi autosufficiente da parte del cliente che in tal modo risparmia anche una buona percentuale rispetto alle tariffe applicate in altri hotel. La difficoltà iniziale, dovuta alla regione con bassa presenza di giovani qualificati, ha quindi dato inizio ad una seria sostituzione di lavoratori umani in un settore in cui fino ad oggi non si poteva neanche immaginare l’assenza del rapporto umano. Dopo questo esperimento, un’autovettura potrebbe quindi essere interamente prodotta da macchine ma anche venduta e consegnata da macchine. Queste ultime però, invece che braccia meccaniche che assemblano e verniciano, apparirebbero come cordiali commessi dai tratti umani. Degno di un agghiacciante film di fantascienza, ma assolutamente reale.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Sostienici

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*