Arriva Mediterranea, la ONG da soccorso italiana. Aquarius a Marsiglia senza bandiera

Nasce ufficialmente oggi la prima ONG italiana per “testimoniare e denunciare cosa sta accadendo nel Mediterraneo”. Nave Aquarius ha raggiunto il porto francese di Marsiglia ma è ancora senza bandiera

Nel giorno in cui il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha firmato il Decreto Sicurezza contenente le riforme sulla politica migratoria voluta fortemente dal ministro degli Interni Matteo Salvini, in Piazza Montecitorio a Roma veniva presentata la nuova ONG che solcherà il Mediterraneo centrale: Mediterranea Saving Humans. La neonata Organizzazione ha appena lanciato la propria campagna di raccolta fondi ma vanta un ricco elenco di partner e sostenitori tra i quali anche la ONG tedesca Sea Watch, la cui ultima nave è stata bloccata nel porto di Malta e non può più partecipare alle missioni di soccorso in mare. Mediterranea presenta con queste parole il proprio progetto: “Mentre i porti delle nostre città diventano freddi muri respingenti di un’Europa che si chiude, non siamo più capaci di pensare che è solo per sorte che non sia accaduto a noi, che quei figli potrebbero essere i nostri figli, che quelle potrebbero essere le nostre madri, quelli i nostri fratelli. In questo drammatico presente essere dalla parte della vita vuol dire avere il coraggio di prendere posizione e agire.”

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Per la gioia del ministro degli Interni Matteo Salvini, del suo predecessore Marco Minniti e di tutta quella parte di Italia ed Europa che ha combattuto le ONG o che ha anche semplicemente applaudito alla lotta senza quartiere che i ministri italiani hanno condotto contro quei soccorritori accusati d’esser dei “vicescafisti”, è stata presentata oggi in conferenza stampa a Roma “Mediterranea Saving Humans”, la prima Organizzazione Non Governativa italiana che solcherà il Mediterraneo centrale. La presentazione avviene all’indomani del quinto anniversario del naufragio del 3 ottobre 2013, in cui persero la vita 366 migranti nel mare di Lampedusa, ma anche nel giorno in cui il presidente della Repubblica ha emanato il “Decreto Salvini” su sicurezza e politiche migratorie. Altra coincidenza del giorno in cui è stata ufficializzata la ONG italiana è l’arrivo a Marsiglia della nave di SOS Mediterranee, la Aquarius, ormai priva di bandiera dopo che Gibilterra prima e Panama dopo hanno revocato l’iscrizione della nave da soccorso dai rispettivi registri navali su “pressioni” del Governo italiano. La Aquarius vaga adesso senza un registro navale di appartenenza, quindi senza bandiera, in attesa di uno Stato disposto ad offrirle “asilo”. Paradosso del caso è che adesso diventa clandestina la nave che salvava i migranti.

Mediterranea nasce con l’intenzione chiara di rispondere alle politiche di chiusura che hanno azzerato la flottiglia umanitaria del Mediterraneo centrale. “1719 persone inghiottite dall’acqua solo negli ultimi 9 mesi”, si legge sul sito di Mediterranea in una breve presentazione del progetto. Una nota introduttiva che con poche parole spiega bene i propositi della Organizzazione: “Mentre i porti delle nostre città diventano freddi muri respingenti di un’Europa che si chiude, non siamo più capaci di pensare che è solo per sorte che non sia accaduto a noi, che quei figli potrebbero essere i nostri figli, che quelle potrebbero essere le nostre madri, quelli i nostri fratelli. In questo drammatico presente essere dalla parte della vita vuol dire avere il coraggio di prendere posizione e agire.” I promotori del progetto sono varie associazioni, Onlus e ONG. Tra queste, oltre ad Arci nazionale, Ya Basta di Bologna, il magazine online I Diavoli e l’impresa sociale Moltivolti di Palermo, c’è anche la ONG tedesca Sea-Watch. Figurano invece tra i garanti del progetto un gruppo di parlamentari italiani cui si uniscono rappresentanti del mondo della cultura e della società civile.

Attualmente il contatore delle donazioni di Mediterranea Saving Humans è giunto alla cifra di circa 6.400 euro, ma l’obiettivo, per poter partire con la missione, è di 700mila euro. Un’impresa apparentemente ardua ma che potrebbe rivelare la reazione della società civile che rigetta le politiche securitarie di chiusura dei porti e criminalizzazione dei soccorritori. Alla campagna di donazione partecipano inoltre anche le associazioni straniere che contribuiscono con campagne in Paesi nei quali le raccolte fondi online hanno già dimostrato d’essere più efficaci che in Italia. Ma l’Italia è e rimane al centro del progetto che viene presentato con un video la cui colonna sonora è l’inno nazionale tricolore. Sulle note della composizione di Mameli si presenta quindi la risposta italiana alla politica che lo stesso Stato ha messo in atto contro la tutela della vita umana nel Mar Mediterraneo. Un mare che quale, come ha ricordato ieri a Lampedusa il presidente del Comitato 3 Ottobre, Tareke Brhane, dal naufragio del 3 ottobre 2013 ad oggi conta già 17mila vittime sulla rotta migratoria nordafricana.

La Organizzazione Non Governativa italiana può essere sostenuta mediante la piattaforma digitale di donazioni supportata da Banca Etica all’indirizzo www.mediterranearescue.org

Su Facebook la pagina di Mediterranea Saving Humans è reperibile con l’account @Mediterranearescue

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