Nuova pista sul caso Ustica, marinaio USS testimone dopo 38 anni

Un secondo marinaio in servizio sulla USS Saratoga si inserisce nel racconto che il militare Brian Sandlin che a breve renderà ai pm italiani. Sandlin aveva parlato del caso nel corso di una intervista con Atlantide

di Andrea Mari

Oltre a Brian Sandlin (un militare americano che nel giugno 1980 era marinaio sulla nave Saratoga e che nel dicembre scorso decise di parlare per la prima volta) che a breve dovrebbe essere interrogato negli Usa dai pm di Roma, c’è un altro ex componente dell’equipaggio della portaerei americana Uss Saratoga che racconta di aver visto il 27 giugno 1980, la sera della strage di Ustica, due aerei F-4J Phantom rientrare, senza più armamenti, dopo una missione di combattimento contro due Mig libici. L’intervista telefonica all’ex marinaio, annuncia il giornalista Andrea Purgatori in un articolo sull’Huffington Post, andrà in onda questa sera su La7, nel corso della puntata di ‘Atlantide’ dedicata al 38esimo anniversario del disastro aereo in cui morirono 81 persone.

Nell’articolo Purgatori spiega che le autorità americane, dopo “un ingenuo tentativo di rallentare la procedura di rogatoria”, hanno finalmente autorizzato la trasferta dei magistrati romani a Port Arthur, in Texas, dove risiede Sandlin, la cui intervista ad ‘Atlantide’ era stata trasmessa lo scorso dicembre.

Ma a questa rogatoria il procuratore aggiunto Maria Monteleone e il sostituto Erminio Amelio “dovranno presto aggiungerne un’altra”, perché S.G., un secondo componente dell’equipaggio che il 27 giugno 1980 era, come Sandlin, di guardia sul ponte, ha confermato la versione del suo ex commilitone nell’intervista telefonica che sarà trasmessa questa sera.

Nell’articolo viene trascritto uno stralcio dell’intervista in cui S.G., quando gli viene chiesto se è vero quanto sostiene Sandlin, vale a dire che quella sera c’era stato “un allarme per due Mig con atteggiamento aggressivo, che furono abbattuti da due F4 Phantom della Saratoga”, afferma che “quello che posso dire è che abbiamo visto partire i caccia armati e quando sono rientrati erano senza armamento. Questo le posso dire… noi eravamo di guardia con compiti di osservazione e tutte le informazioni erano filtrate dall’alto, ma questo abbiamo visto…”.

Le parole di S.G. sembrano quindi rafforzare la tesi secondo cui il Dc-9 Itavia precipitato ad Ustica sarebbe stato abbattuto per errore durante un episodio di guerra aerea. Si tratta della tesi contenuta nella sentenza-ordinanza del 1999 del giudice Rosario Priore, avallata da tre sentenze della Cassazione civile che obbligano i ministeri dei Trasporti e della Difesa a risarcire l’Itavia e i parenti delle vittime e sostenuta dall’associazione dei familiari delle vittime presieduta da Daria Bonfietti.

BONFIETTI: GOVERNO SI ATTIVI SU FRANCIA PER ROGATORIE

In giorni di rapporti non facili tra Italia e Francia sul fronte migranti, i parenti delle vittime di Ustica chiedono che l’esecutivo gialloverde guidato da Giuseppe Conte “si attivi” proprio con le istituzioni transalpine affinchè trovino riscontro le rogatorie presentate dalla magistratura italiana per fare piena luce su cosa accadde la notte del 27 giugno 1980. La sollecitazione arriva dalla presidente dell’Associazione dei parenti, Daria Bonfietti, a margine della cerimonia svolta oggi in Comune a Bologna.

Finora con il nuovo Governo “non c’è stato nessun contatto”, riferisce Bonfietti: “E’ talmente presto, noi avevamo e stavamo organizzando il nostro anniversario”. Detto ciò, “io ho chiesto a tutti i Governi certe posizioni e certi comportamenti e li chiederò anche a questo Governo. A maggior ragione- dichiara la presidente- proprio perché la magistratura, come continuo a dire, sta facendo sforzi importanti e rogatorie ai Paesi alleati ma il compito della magistratura finisce nella misura in cui presenta la rogatoria”.

Se a queste richieste “non viene risposto, o viene risposto in maniera insoddisfacente o inadeguata, come spesso hanno fatto questi Paesi- sottolinea la portavoce dei familiari- è un problema tutto politico”. E dunque: “Che la Francia ci abbia risposto negli anni che Solenzara chiudeva alle 17 è ridicolo, però la magistratura ha finito, non è che può dire ‘mi hai raccontato delle bugie’. Oggi è la stessa cosa: qualcuno dei marinai della Saratoga sostiene di aver fatto delle azioni nel nostro cielo abbattendo quella notte due aerei libici e la rogatoria va in questo senso, chiedendo di essere messi nelle condizioni di audire e sentire queste persone”.

Andrea Mari – Agenzia DIRE
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