Gli Stati Uniti si preparano all’Armageddon

Da Washington la decisione di intensificare l’impegno degli Stati Uniti per un piano di protezione del pianeta Terra da possibili asteroidi in arrivo ed in rotta di collisione. Partecipa al piano anche la NASA

Non è un film del genere super catastrofico confezionato ad Hollywood con un immancabile Bruce Willis, ma la realtà dei programmi con tanto di partecipazione della difesa planetaria della Nasa. Il governo degli Stati Uniti ha deciso di intensificare l’impegno per un piano di protezione del pianeta da asteroidi che potrebbe entrare in traettoria con la Terra. In tal caso, gli effetti potrebbero anche essere simili a quelli ipotizzati grazie alla hollywoodiana grafica 3D di Armageddon. Da intere regioni a interi continenti, secondo le dimensioni e la velocità dell’asteroide, potrebbero essere completamente distrutti. Nella più oscura delle ipotesi vedrebbe addirittura l’estinzione del genere umano. Con un rapporto, appena pubblicato, il Consiglio nazionale per la scienza e la tecnologia chiede il rilevamento, il tracciamento e la deflessione degli “asteroidi migliorati”. Richiesta che pare essere presa immediatamente con la massima serietà dalla Nasa, che sta partecipando insieme all’emergenza federale, ai militari, alla Casa Bianca e ad altri funzionari.

La NASA ha catalogato 18.310 oggetti di tutte le dimensioni. Poco più di 800 sono 140 metri o più grandi. Lindley Johnson, ufficiale per la difesa planetaria della Nasa, ha dichiarato che gli scienziati hanno trovato il 95% di oggetti vicini alla Terra che misurano un chilometro ed anche più, ma la caccia è attiva per il restante 5% e rocce più piccole che potrebbero ancora infliggere grandi danni. Ali scienziati, attualmente, non risultano asteroidi o comete che si dirigono verso di noi, ma non possono neanche escludere che la circostanza si possa verificare in futuro. Washington ha quindi stabilito che è necessario un investimento deciso per un piano d’emergenza valido.

Per i telescopi, comunque e malgrado la loro potenza, è a volte impossibile rilevare rocce e frammenti se questi hanno già superato il sole e si dirigono sulla Terra provenendo dal lato del giorno. Questa è infatti la tesi più accreditata per l’evento che si verificò nel 2013, quando un asteroide di circa 20 metri è apparso all’improvviso ed è esploso a Chelyabinsk, in Russia, danneggiando migliaia di edifici e causando gravi conseguenze. “Parte del piano d’azione è di investigare su altre tecnologie, su tecniche per la deflessione o anche per la distruzione dell’asteroide”, ha detto ai giornalisti Lindley Johnson. L’astronave Osiris-Rex della NASA raggiungerà l’asteroide Bennu entro la fine dell’anno e restituirà i campioni nel 2023, e la giapponese Hyabusa 2 si sta avvicinando all’asteroide Ryugu, con campioni da restituire nel 2020. Gli scienziati sperano di saperne di più sugli asteroidi grazie alle due missioni che si concluderanno tra due e cinque anni.

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