Frodava i suoi assistiti facendo la cresta sugli indennizzi, in arresto avvocato catanese

L’avvocato incassava gli assegni di indennizzo ottenuti dai propri assistiti e stabiliva arbitrariamente quale parte doveva trattenere riciclandola poi sui conti correnti dei familiari e investendoli su titoli finanziari

Su disposizione della Procura della Repubblica di Catania, i militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza etnea hanno eseguito ieri un provvedimento di custodia cautelare agli arresti domiciliari e di sequestro preventivo di beni emesso dal GIP nei confronti di un avvocato catanese, per reati di truffa aggravata e autoriciclaggio. Dalle investigazioni è emerso che il professionista è ideatore di un complesso sistema fraudolento attraverso il quale, nel periodo dal 2014 al 2017, ha sottratto ingenti somme di denaro ai propri clienti, assistiti nell’ambito di cause intentate in materia di lavoro per irregolare licenziamento. Ottenuto il riconoscimento dell’indennizzo in favore dei propri assistiti, l’avvocato provvedeva a richiedere agli istituti di credito della società soccombente l’emissione di uno o più assegni con beneficiari i suoi clienti che tuttavia, egli stesso illecitamente e nonostante la clausola di non trasferibilità presente su tali titoli, riscuoteva in banca.

Infine l’avvocato decideva in maniera del tutto arbitraria quale fosse la quota di sua spettanza, tratteneva una parte dell’importo riscosso per sé e faceva emettere ulteriori titoli non trasferibili a favore dei suoi clienti solo per una parte dell’indennizzo spettante. Questi, completamente ignari del raggiro realizzato dal professionista, venivano pertanto frodati poiché ritenevano che l’importo ricevuto fosse completamente satisfattivo del valore a loro riconosciuto a seguito della causa intentata. Il sistema fraudolento si concludeva con la destinazione delle provviste di cui si era illecitamente appropriato, per farne perdere le tracce, a favore di conti correnti non riconducibili al professionista, per esempio intestati a suoi familiari, con l’investimento delle somme nell’acquisto di strumenti finanziari. Per tali condotte Il professionista è anche indagato per il reato autoriciclaggio aggravato dall’aver commesso il fatto nell’esercizio dell’attività professionale.

Le Fiamme Gialle etnee hanno ricostruito per l’intero periodo oggetto di indagine movimentazioni bancarie illecite per oltre € 750.000. Importo per il quale, in esecuzione del provvedimento del Tribunale di Catania, sono stati sottoposti a sequestro preventivo beni e disponibilità finanziarie di corrispondente valore riconducibili all’indagato professionista.

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