Caos Governo, ipotesi politica alternativa a Cottarelli

Il primo ministro incaricato è salito questa mattina al Colle per un incontro con il presidente durato circa mezz’ora. Questa volta il Quirinale più cauto senza sala stampa e aspettative di giuramento. Il colloquio è stato definito informale e Carlo Cottarelli è subito tornato al lavoro per la squadra di Governo

In copertina: Palazzo Quirinale, sede della Presidenza della Repubblica

Carlo Cottarelli risponde sì al Quirinale per spirito di servizio, ma il suo incarico in serata era praticamente svanito, mentre riprendeva fiato l’ipotesi di un Governo politico. A quanto apprende l’agenzia Dire da fonti della Lega, e del PD, il cammino del presidente del Consiglio indicato dal Quirinale ha incrociato per qualche ora lo scenario di un Governo presieduto da Matteo Salvini. Di mezzo c’è stata la richiesta avanzata dal PD di anticipare il voto il prima possibile, e cioè al 29 luglio. Dal Carroccio hanno fatto sapere di prendere in considerazione l’ipotesi a condizione che nel frattempo non fosse Minniti a gestire il Viminale e il PD Palazzo Chigi.

Cottarelli, che si era presentato dopo l’incarico precisando che avrebbe guidato il Governo almeno fino a “dopo agosto”, a quel punto si considerava sollevato dall’incarico. Alla posizione della Lega, dai Democratici non è arrivato un ‘no’ ma solo la richiesta che un eventuale tentativo leghista si fermasse col voto a luglio. Che non raccogliesse cioè altri consensi in grado di far proseguire la legislatura. La richiesta dem è stata giudicata come irricevibile dal quartier generale leghista.

La palla torna a Cottarelli con l’ipotesi tuttavia di accompagnare il paese a votare il 29 luglio

A fine giornata la palla è dunque tornata a Cottarelli con l’ipotesi tuttavia di accompagnare il Paese a votare il 29 luglio prossimo e non dopo agosto come precedentemente annunciato. La condizione posta dalla Lega, e cioè che non sia il PD a gestire la fase elettorale, resta. Ma potrebbe essere Cottarelli a traghettare il Paese al voto. Di questo, a quanto si apprende, avrebbe discusso oggi il premier con Giancarlo Giorgetti. Sullo sfondo restano dunque due ipotesi: quella di un incarico politico a guida leghista e quella di un incarico a Cottarelli con lo sbocco a breve. Ad alimentare il primo scenario le recenti posizioni di Matteo Salvini – “sono pronto a ricevere una telefonata” – e quelle di Di Maio che si dice disponibile a collaborare con il Colle e sottolinea che in Parlamento una maggioranza c’è, quella tra M5S e Lega.

“O si parte o si torna al voto”, dice Di Maio

In caso contrario sarà Cottarelli a presentarsi al Senato. Ma in questo caso il voto anticipato al 29 luglio sfumerebbe. Il suo Governo potrebbe raccogliere a Palazzo Madama 14 voti, 8 dal gruppo delle autonomie e 6 nel gruppo misto tra Socialisti e senatori a vita. A conti fatti sarebbe un record. Il precedente con meno voti, il Governo Fanfani VI, fu un Governo balneare che restò in carica dal 18 aprile al 29 luglio 1987 ed ottenne 131 voti a favore, 240 contrari, 193 astenuti.

Agenzia DIRE
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