Un paradiso minacciato dal vulcano, super terremoto ed evacuazioni di massa

Immediatamente evacuate quasi 2.000 persone e programma di evacuazione di oltre 10.000. Chiusi aeroporti e Università. Turisti allontanati dal Parco Nazionale. Pericolo gas solforico sulla Big Island

In copertina: Eruzione del vulcano Kilauea, sulla Big Island dell'arcipelago delle Hawaii

Il Kilauea è il vulcano da cui nasce la Big Island, la principale isola del paradisiaco arcipelago hawaiano. L’eruzione stromboliana del Kilauea è stata terrificante, anche per chi con quella potenza ci convive. La scossa causata dall’eruzione del grande vulcano è stata registrata quando gli orologi degli hawaiani segnavano le 12:32. In Italia era trascorsa la mezzanotte da 32 minuti. La prima classificazione del terremoto è stata di 6.9 gradi della scala Richter, la più forte dal 1975. Secondo le rilevazioni dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia italiano sarebbe di 6.6 gradi di magnitudo, ma poco cambia sulla Big Island dove l’eruzione ha messo a rischio l’intera popolazione e l’economia dell’isola. Chiusi infatti gli aeroporti per gli arrivi turistici ed annullati i viaggi di quanti avrebbero dovuto godere delle meraviglie naturalistiche dell’arcipelago.

Il cratere del Kilauea in una foto di repertorio che precede l’eruzione attuale

L’epicentro del sisma è stato rilevato a 10 chilometri di profondità con epicentro appena ad est del cratere del Kilauea, alle falde del vulcano e nelle immediate vicinanze di Hilo. Subito ordinata la chiusura dell’Università delle Hawaii a Hilo e dell’Hawaii Community College con i rispettivi campus. La colata lavica conseguente all’eruzione sta invece distruggendo la vegetazione ed ha già travolto e trangugiato due abitazioni. Immediata l’evacuazione dei residenti immediatamente vicini alla zona interessata dalla colata lavica, circa duemila persone, e dei turisti che visitavano il Parco Nazionale. L’evacuazione prevede però il trasferimento in sicurezza di oltre diecimila persone. I rischi provengono da altre possibili devastanti scosse di terremoto, dalle eventuali esplosioni vulcaniche e dall’aria che sta diventando irrespirabile perché satura di cenere e gas solforico.

Alla scossa di terremoto causata dallo spostamento e risalita di magma nella falda del Kilauea ha fatto eco la scossa di 6.4 gradi di magnitudo nel mare delle Filippine otto ore più tardi. Sullo stesso parallelo dell’arcipelago hawaiano, l’epicentro filippino si trova sul versante opposto della Big Island rispetto alla sutura centrale che attraversa la grande cintura di fuoco dell’Oceano Pacifico. Le due scosse hanno avuto durata notevole per la magnitudo con cui la terra è tremata: Oltre tre minuti il terremoto alle Hawaii e pochi secondi meno di tre minuti quello delle Filippine. Di bassa profondità anche nel caso filippino il punto di rilascio del sisma, l’ipocentro, calcolato in 19 chilometri di profondità. Mentre le faglie più devastanti del pianeta si agitano, causando eruzioni temibili e terremoti devastanti, nella concentrazione geologica che separa tre continenti si continuano a registrare scosse relativamente importanti. In Italia continuano a tremare Abruzzo, Toscana ed in generale il centro del Paese. Altre scosse oltre i tre gradi di magnitudo vengono registrate anche in Francia ed a rischio sono le isole degli arcipelaghi della Grecia.

Infografica con epicentro del terremoto causato dall’eruzione del Kilauea con estensione delle onde sismiche che hanno investito per intero la Big Island delle Hawaii

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